Il Tirreno

Pistoia

il lutto 

Addio al padre del Campionato della Bugia Le Piastre piangono Giancarlo Corsini

Emanuele Begliomini
Addio al padre del Campionato della Bugia Le Piastre piangono Giancarlo Corsini

Cultura, impegno e tanta ironia: se ne è andato nel sonno a 81 anni l’anima della piccola frazione collinare pistoiese

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PISTOIA

Le Piastre perde un pezzo di vita. È scomparso Giancarlo Corsini, all’età di 81 anni. Se n’è andato nel sonno, come fanno i giusti e i buoni, lasciando la nipote Simona e il fratello Loriano, oltre a tantissimi paesani che gli volevano bene. Giancarlo era conosciuto, soprattutto, per aver dato vita al “Campionato Italiano della Bugia”, evento fantasioso partito in modo semplice ma capace di varcare i confini nazionali. Nel 1966, assieme all’amico Mauro Corsini, lanciò la disfida tra i meno sinceri per intrattenere gli astanti accorsi alla tradizionale sagra della polenta dolce. A vincere, nemmeno a dirlo, fu proprio lui, con una frottola che incarnava alla perfezione il suo spirito: «Un giorno –disse– comprai un sacco di farina che appesi a un chiodo in cantina a difesa dei topi. La notte mi entrarono in casa i ladri e quando mi svegliai mi accorsi che avevano portato via il sacco. Solo quello, perché la farina era rimasta attaccata al chiodo».

Da allora, tra alti e bassi, ha sempre mantenuto intatta la passione per la sua creatura, portata all’edizione numero 44, insieme ai rappresentati dell’Accademia Bugia, di cui era presidente onorario, e della Pro Loco Alta Valle del Reno. Era orgoglioso di essere un racconta-storie e di essere stato ospitato, per questo, all’Università di Firenze anche se solo per una lezione. Una sorta di riscatto per lui, costretto a interrompere gli studi alle scuole elementari.

Non aveva problemi di salute, se non qualche acciacco dovuto al tempo che, comunque, non limitavano il suo spirito, sempre rivolto alle storie del proprio paese. Perché Le Piastre è stata una vera casa, accudita e alimentata con buoni propositi. Sua è stata l’idea di istituire il concorso del “Presepe più bello”, costruendo diverse natività sparse nel paese e capaci ancora di richiamare numerosi visitatori nel periodo natalizio. Non solo: per anni ha contribuito alla vita paesana con varie feste, rendendo più divertente e ricco il soggiorno dei villeggianti nel periodo estivo. A una teneva particolarmente, e si è svolta nei primi anni del 2000: si chiamava “Raduno dei Corsini” che organizzava invitando tutti coloro che portavano il suo cognome. Era un po’ come ricercare le proprie origini, condividendo storie e affetti con i presenti.

Nel suo paese natio aveva lavorato facendo l’idraulico. Un mestiere che gli era rimasto impresso come soprannome, visto che da tutti era conosciuto con l’appellativo di Trombaio. Così, Giancarlo detto il Trombaio divenne un marchio per i tanti che lo hanno frequentato anche nell’impegno politico, quando divenne consigliere per il Partito socialista nell’allora Circoscrizione 6, nei primi anni Novanta. Ricoprì, poi, la presidenza della Pro Loco Alta Valle del Reno, anche da lui istituita e che ha sempre continuato a frequentare.

Nella sua vita ha fatto di tutto, iniziando a lavorare, giovanissimo, come garzone in città, costruendosi comunque una cultura ricca con letture selezionate. Scriveva in modo appassionato, soprattutto i propri ricordi, conditi sempre da una punta di ironia. Dipingeva e scolpiva con degni risultati e realizzava bastoni di legno, che donava ai cercatori di funghi. Il suo hobby negli ultimi anni era quello di parlare con la gente che gli passava a tiro: l’aspettava seduto sulla panchina sotto gli ippocastani in piazza della Chiesa, proprio davanti a casa sua. A tutti offriva il fresco ristoro dei suoi ricordi. —

Emanuele Begliomini

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