La protesta
Pasti a domicilio controlli dell’Arma per tutelare i riders
Nessuna irregolarità da parte delle aziende che li impiegano per le consegne in bicicletta o in scooter: tutto ok per presidi di protezione e contributi
pistoia
Caschi, pantaloncini, mascherine, guanti, magliette, tutti regolarmente forniti dalle aziende. E anche per quanto riguarda i contributi, tutto a posto. Nessuna irregolarità è emersa nel corso dei controlli a cui, durante il fine settimana, i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro e del comando provinciale di Pistoia hanno controllato, sottoponendoli a delle vere e proprie interviste, i “riders” che fanno consegne a domicilio per le principali piattaforme virtuali del “food delivery”, al fine di acquisire informazioni utili alle indagini in corso, delegate all’unita specializzata dell’Arma dalla procura della Repubblica di Milano, sulla gestione del rapporto di lavoro.
Una decina i lavoratori controllati, soprattutto a Pistoia città. Un’attività che ha consentito di “fotografare”, attraverso la voce dei lavoratori e delle condizioni reali constatate sul territorio, le modalità di svolgimento del servizio e le forme di tutela loro garantite, sia sotto il profilo della sicurezza che sanitario.
I controlli, spiegano al comando provinciale dei carabinieri, non avevano la finalità di sanzionare eventuali lavoratori precari e irregolari, bensì di tutelarli, e, nel caso, intervenire nei confronti delle aziende.
Mentre a Pistoia non è stata rilevata alcuna irregolarità, a livello nazionale, su circa 1100 riders controllati quasi 400 sono risultati senza regolari contratti di lavoro.
I riders lavorano, soprattutto nelle città più grandi, per società di food delivery come Deliveroo, Just Eat, Glovo, oppure, come avviene a Pistoia o a Montecatini, direttamente per ristoranti, pizzerie e fast food. Generalmente sono pagati a consegna o all’ora. —
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