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Iozzelli: lascio un ente più forte Ho vissuto qui gli anni migliori
Ha ricordato il consolidamento del patrimonio ma anche i 54 milioni erogati in 4 anni Vorrebbe rimanere alla guida di Pistoia Eventi Culturali
PISTOIA
Forse sarebbe esagerato dire che con il saluto di Luca Iozzelli finisce un’epoca alla Fondazione. Dopo tutto, come lui stesso ha ricordato, la sua permanenza al timone di via de Rossi è durata solo quattro anni: pochi, rispetto ai 24 del suo predecessore (e fondatore dell’ente) Ivano Paci. Ma certo l’ultimo quadriennio è stato particolarmente importante per la Fondazione, che si è definitivamente imposta come una presenza imprescindibile della vita culturale e sociale pistoiese: lo sviluppo delle stagioni musicali, la crescita dei Dialoghi sull’uomo, la grande avventura di Pistoia capitale 2017 della cultura, la nascita della Fondazione musei e di due spazi espositivi (palazzo Buontalenti e il piano terra di Palazzo de Rossi, in attesa del terzo, palazzo dei Vescovi). Dal punto di vista istituzionale, poi, Iozzelli ha pilotato la definitiva separazione tra la Fondazione e la Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia, concludendo il cammino segnato dal suo predecessore Ivano Paci con una sollecitudine che gli è valsa, in città, alcune dure critiche. I numeri, comunque, dicono che la Fondazione oggi è più forte e capitalizzata (oltre 400 milioni di euro di patrimonio) rispetto al 2016, ha portato a 20 milioni il fondo rischi, ha erogato 54 milioni di euro in 4 anni, più del previsto.
«Devo dire – ha ammesso Iozzelli – che questi quattro anni dal punto di vista professionale sono stati gli anni più belli della mia vita. Quando sono diventato presidente ho scelto di dedicare tutto il mio tempo alla Fondazione, mettendomi in pausa dal mio lavoro di commercialista. Devo dire che ne esco fortemente gratificato».
Iozzelli ha riconosciuto come siano stati decisivi, al suo fianco, l’impegno e le energie del consiglio di amministrazione da lui scelto, e che per 5 settimi era al debutto (per la cronaca: Annarosa Arcangeli, Paola Bellandi, Ezio Menchi, Cristiana Pasquinelli e lo stesso Lorenzo Zogheri). Ma anche del consiglio generale, che dopo l’elezione di Iozzelli conobbe un profondo rinnovamento, cambiando 18 dei 24 componenti). Il presidente uscente ha tracciato un ritratto lusinghiero del suo sucesssore, Zogheri, dipinto come consigliere impegnato e partecipe, dotato anche – più giovane di 10 anni – di una maggiore energia.
Un ricordo anche per il vicepresidente Giovanni Palchetti, che l’ha coadiuvato sapientemente in questi anni prendendosi anche delle rilevanti responsabilità, lui ingegnere, soprattutto nei cantieri che la Fondazione ha finanziato. Palchetti, come Iozzelli, non sono rieleggibili, ma non spariranno dall’orizzonte. Salvo sorprese, Iozzelli resterà alla guida della società Pistoia Eventi culturali (braccio operativo della Fondazione) mentre Palchetti ha la presidenza di Gea, la società che ha preso il posto del Centro sperimentale per il vivaismo. —
F.C.
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