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Alla Fondazione Caripit inizia l’era Zogheri: subito un bando di sostegno alle imprese

Fabio calamati
Alla Fondazione Caripit inizia l’era Zogheri: subito un bando di sostegno alle imprese

Pistoia, è stato eletto dal consiglio generale a scrutinio segreto con un voto contrario. I tratti salienti del suo governo: ascolto e comunità

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PISTOIA

Impossibile la tradizionale stretta di mano tra presidente uscente e neo-eletto, in tempi di coronavirus. Lorenzo Zogheri, da giovedì 28 maggio nuovo presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia e il suo predecessore, Luca Iozzelli, si sono dovuti accontentare di un amichevole tocco di gomiti per sancire il passaggio di testimone alla guida della Fondazione. Anzi, in realtà il passaggio vero ci sarà solo il primo luglio, per consentire al presidente uscente Iozzelli di presentare lui il bilancio 2019 all’assemblea dei soci, fissata per il 26 giugno. Un bilancio che l’altro ieri il consiglio generale ha approvato e che si annuncia come «il migliore della storia della Fondazione», secondo lo stesso Iozzelli, che di più non vuole dire per rispetto all’assemblea dei soci, chiamata a dare un parere sui conti dell’ente.

Nato a Pistoia il 20 febbraio 1967, Zogheri si è laureato in giurisprudenza a Firenze nel 1991; successivamente ha svolto il servizio civile presso la Caritas diocesana di Pistoia. Lavorava con i bimbi rom che facevano doposcuola alla parrocchia di Vicofaro. Dal 1997 svolge la professione di notaio e dal 1999 è titolare di uno studio notarile, prima a San Marcello e poi a Pistoia.

Consigliere di amministrazione della Fondazione dal 2016, Zogheri può essere considerato una scelta di rinnovamento ma ampiamente nella continuità. Il consiglio generale (22 presenti su 24, con 2 assenti giustificati) ha votato quasi all’unanimità per lui: 21 consensi, oltretutto espressi a scrutinio segreto, come espressamente richiesto da un consigliere.

Nel suo intervento, il giovane notaio ha pronunciato spesso due parole: ascolto e comunità. «Sono abituato nel mio lavoro ad ascoltare i clienti per capirne le esigenze, in funzione delle quali trovo poi gli strumenti adatti. Ecco, anche la Fondazione deve fare questo. Ma per farlo, occorra che affini la propria capacità di ascoltare il territorio».

Compito più che mai necessario adesso, che c’è da affrontare l’emergenza sociale prodotta dalla crisi Covid. «La crisi può radicalizzare gli scontri e le disuguaglianze – rileva Zogheri –o può suscitare uno spirito di collaborazione e valorizzare la comunità. Noi, ovviamente, lavoreremo per questo secondo obiettivo».

Le prime scelte di Zogheri riguarderanno il consiglio di amministrazione, dove ci sono due caselle da riempire (quelle di Iozzelli e del vicepresidente Giovanni Palchetti, anch’egli non più eleggibile per doppio mandato) su 7.

Ma una nuova iniziativa che sta per essere sfornata dalla Fondazione è stata anticipata: si tratta di un accordo con la Camera di commercio per mobiitare le capacità di credito dei consorzi fidi: la Fondazione investirà 600.000 euro e con quelli si porranno le condizioni per sbloccare finanziamenti alle piccole imprese in difficoltà di liquidità (tagli da 25 a 50.000 euro) per 15 milioni totali. I prestitis aranno garantiti dallo Stato all’80%. Il bando della Camera di commercio dovrebbe uscire tra pochi giorni. —

Fabio Calamati
 

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