La protesta
Bambi che non doveva essere “salvato”
Il cerbiatto, che aspettava la mamma, è stato trovato da un operaio a Stazzana che ha avvertito i carabinieri forestali
PISTOIA
Un cucciolo apparentemente abbandonato, ma in buone condizioni, è molto probabile che stia semplicemente aspettando la mamma. Per cui è molto opportuno lasciarlo dov’è, anche se l’istinto per chi lo trova è quello di portarlo via per aiutarlo. Questo il messaggio lanciato dai carabinieri Forestali del Nucleo tutela biodiversità dell’Abetone dopo il caso di un cerbiatto prelevato da un operaio e poi recuperato dai militari.
Cosa può esserci di più tenero e dolce di un cucciolo indifeso e apparentemente abbandonato? A maggior ragione se ci appare solo, nel mezzo di un bosco ed impaurito. E che dire se a tutto ciò si aggiunge che si tratta di un cucciolo di cervo, un Bambi molto simile al celebre cucciolo di cervo del film di Walt Disney. È quanto accaduto ad un tecnico all’opera sulle linee telefoniche in località Stazzana, nei pressi di Cireglio nel pomeriggio di martedì scorso. Nella certezza di compiere un gesto caritatevole e di solidarietà con il piccolo di cervo, l’uomo lo ha condotto ad un vicino cantiere edile, dove uno degli operai a lavoro ha avvisato i carabinieri che sono prontamente intervenuti attivando la pattuglia in servizio 1515 (numero di emergenza ambientale dei Carabinieri Forestali). Sono giunti sul luogo della segnalazione i forestali del Nucleo tutela biodiversità di Abetone che, dopo aver constatato le condizioni del piccolo, hanno provveduto a contattare e a consegnare il cerbiatto al centro di recupero “Associazione Amici della Terra” che opera per l’Asl veterinaria della Città Metropolitana di Firenze.
«Il piccolo è sicuramente in buone mani, ma il finale avrebbe potuto essere certamente più lieto – fanno notare i carabinieri – I cuccioli di animali selvatici infatti, a meno che non vengano trovati in grande difficoltà o feriti, non devono essere prelevati dal loro ambiente naturale. Quello che può essere interpretato dall’uomo come uno stato di abbandono è solo una delle condizioni tipiche della selvaticità degli animali. I cuccioli selvatici, infatti, nello specifico i più piccoli, non seguono le madri in cerca di cibo, ma rimangono in attesa del loro ritorno, nascosti nei propri rifugi».
«Il prelievo di un cucciolo da parte dell’uomo – proseguono i forestali – provoca una separazione del piccolo dalla madre che si traduce in un periodo prolungato senza allattamento che, per i più piccoli, può causare un forte indebolimento e nella maggior parte dei casi lo destina ad un sicuro abbandono da parte della madre stessa. Infatti, l’odore derivante dal contatto dell’uomo con il cucciolo inibisce la madre ad avvicinarlo nuovamente, costringendola così all’abbandono».
Dunque, il più grande gesto di amore e di rispetto che possiamo compiere nei confronti degli animali selvatici è lasciarli laddove vengono avvistati e non toccarli, ma, nel dubbio che siano in difficoltà, contattare il numero di emergenza ambientale 1515 o il numero unico di emergenza 112 . —
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