Gioco
«Ho fatto loro delle benedizioni pensando fossero in buona fede»
pistoia
«Se ho fatto qualcosa in più di quanto mi competeva, ma non credo, chiedo perdono per le sofferenze che posso aver creato. Ho ritenuto, poiché io sono incaricato dal vescovo come aiuto esorcista, di intervenire facendo delle benedizioni, delle preghiere di liberazione su queste due persone. Ovviamente è sempre difficile leggere bene le cose. Ognuno le può leggere come vuole».
Ha scelto le telecamere di Tvl Pistoia don Paolo Palazzi, 76 anni, parroco di Santa Maria Immacolata, per raccontare la sua verità sul servizio mandato in onda da “Le Iene” il 12 maggio. Lo ha fatto, a tratti non riuscendo a trattenere le lacrime, rispondendo alle domande dell’amico Luigi Bardelli, giornalista e direttore della rete televisiva locale.
«Che cosa è successo? – risponde nell’intervista mandata in onda ieri sera – Che ho fatto due benedizioni a una coppia di sposi pensando che fossero in buona fede, perché mi avevano raccontato certe cose della loro vita», spiega il parroco riferendosi al fatto che i due gli avevano fatto credere di essere stati vittime dei riti poco ortodossi di don Filippo Bellini.
«Ho fatto sia all’uno che all’altra una benedizione – prosegue – Quando ho toccato lì non avevo nessun desiderio cattivo, volevo solo fare del bene a chi mi aveva chiesto aiuto. Anche nella “insufflatio” dello Spirito Santo ho solo soffiato nell’orecchio senza toccare nulla, cercando di ripetere il gesto di Gesù. Posso aver fatto anche la benedizione col segno del crocifisso, ma senza toccare niente. Non c’era alcun doppio senso».
Don Palazzi ha spiegato il perché della decisione di lasciarsi intervistare: «Per la mia gente, la mia chiesa, per il mio vescovo. Per rassicurare su come sono andate davvero le cose. La sofferenza ha sempre un valore immenso davanti a Dio e sono certo che anche questa mia sofferenza e della Chiesa di Pistoia avrà un grande significato. Dico “coraggio!” ai miei parrocchiani, alla mia gente. Sono un prete e voglio continuare a fare il prete, come vuole il Signore. Nel cammino si trovano anche le sofferenze, anche la Croce. E dopo la Croce c’è la Resurrezione». —
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