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Trovato in fin di vita lungo una strada muore a Malta ex ospite di Vicofaro
Ancora nessuna certezza sulle cause del decesso di Kebba Fatty, 27enne gambiano. Don Biancalani: «Forse un malore»
PISTOIA
Lo aveva confidato al fratello nella loro ultima telefonata: da qualche giorno non si sentiva bene. E nella giornata di sabato è stato trovato in fin di vita lungo una strada, a Malta, dove, da qualche mese si era trasferito da Pistoia per cercare lavoro, dopo aver ottenuto il permesso di soggiorno come rifugiato e il tanto agognato passaporto. Kebba Fatty, 27 anni, per oltre un anno ospite della parrocchia di Vicofaro, è spirato dopo poche ore nell’ospedale di quell’isola nel cuore del Mediterraneo davanti alle cui coste era passato tre anni prima a bordo di un barcone, come tanti suoi connazionali, tra cui un suo fratello che in quel mare aveva perso la vita annegando.
È stato don Massimo Biancalani, il parroco di Vicofaro, ha dare la notizia sul proprio profilo Facebook nel pomeriggio di sabato. Una notizia che ha destato un grande dolore non solo tra gli altri giovani migranti che il sacerdote ospita nella chiesa e nella canonica di Santa Maria Maggiore, ma anche nella comunità pistoiese che aiuta il parroco in questa sua opera di accoglienza: tutti si ricordano del sorriso e della bontà di quel giovane arrivato a Pistoia in cerca di una nuova vita. Sulle cause della sua morte ancora non ci sono certezze. Molto probabilmente si è trattato di un malore, ma dalle autorità maltesi non sono arrivate comunicazioni ufficiali. Oggi il fratello, Lalo Fatty, che, dopo essere stato, anche lui, per un certo periodo, a Vicofaro, vive e lavora in Garfagnana, arriverà a Pistoia.
«Insieme chiameremo l’ospedale a Malta per avere notizie, per sapere ciò che è accaduto – spiega don Biancalani – Probabilmente si è trattato di un malore. La salma è ancora all’obitorio. Ieri pomeriggio (sabato, ndr) il fratello mi ha detto che era qualche giorno che non si sentiva bene. Mi metterò a disposizione della famiglia per un aiuto economico per a far tornare la salma in Gambia. In queste ore lancerò un appello per una raccolta di denaro».
Come detto, Kebba si trovava a Malta da 4, 5 mesi.
«Qui da noi è stato per circa un anno – ricorda don Biancalani – Come tutti questi ragazzi aveva lavorato nel pronto moda dei laboratori cinesi del Pratese e del Fiorentino. L’unico sbocco lavorativo che hanno. Era un ragazzo molto conosciuto per via del suo modo di essere: un simpaticone, uno sempre sorridente, socievole, carino. È venuto anche con me più volte, anche in occasione di incontri sull’immigrazione a cui sono stato invitato».
Tante le attestazioni di cordoglio apparse su Fb.
«Così finisce la vita di un ragazzo gambiano dolce e gentile, molto provato da un’esistenza difficile e dolorosa – scrive l’ex parlamentare pistoiese Rosanna Moroni – Aveva subito violenze in Libia e perso un fratello in mare, annegato. Non pretendo che i razzisti piangano la sua morte. Ma chiedo che si fermino solo un minuto a pensare. Si chiedano se è questo che augurerebbero a un figlio o a un fratello... Si chiedano se è giusto che un giovane, mosso dalla speranza in una vita migliore, trovi ad accoglierlo un mondo chiuso e ostile». —
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