Gioco
Le Iene tornano sul caso di don Bellini e spunta un altro “prete smanaccione”
In tv le immagini di un altro sacerdote dalle mani troppo lunghe. La Diocesi di Pistoia: accertamenti in corso per capire se è di qui
Pistoia. Nel loro servizio, nel lontano 2014, lo avevano ribattezzato “il prete smanaccione” per via delle sue benedizioni osé impartite per guarire corpo ed anima allungando un po’ troppo le mani. A causa delle quali don Filippo Bellini, pistoiese di nascita ma all’epoca parroco di Castelmartini (Larciano), prima era stato trasferito a Fauglia e poi sospeso a divinis dall’allora vescovo di San Miniato, competente per diocesi, Fausto Tardelli.
Dopo quasi sei anni, “Le Iene”, in particolare l’inviato Andrea Agresti, sono tornate ad occuparsi di lui, in seguito a nuove segnalazioni sul suo conto, compresa quella relativa all’abito talare che sta continuando ad indossare. Ma a parte il fatto che la sospensione dalle funzioni di sacerdote non preclude tale facoltà (don Bellini resta pur sempre un prete) il servizio della trasmissione di Italia 1 andato in onda martedì 12 maggio ha sollevato la curiosità dei pistoiesi soprattutto per i suoi ultimi 40 secondi, lanciati come una sorta di anteprima in vista delle prossime puntate: è lì che un anziano sacerdote, con il volto oscurato, viene ripreso in una sacrestia mentre infila una mano nella camicetta di una donna – evidentemente un’attrice ingaggiata dalle Iene – per toglierle i malefici, la maledizione che, a suo dire, don Filippo le aveva gettato addosso a suo tempo.
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Un sacerdote pistoiese? Sulla sua identità si è fin da subito scatenato il toto-nome sui social da parte di chi ha creduto di riconoscerlo attraverso la fisionomia del sacerdote o gli scorci della canonica mostrata nelle immagini. Fatto sta che la Diocesi di Pistoia, nel primo pomeriggio di mercoledì 13 maggio, è dovuta intervenire con un comunicato ufficiale per annunciare che è in corso un accertamento per capire se si tratti o meno di un sacerdote pistoiese.
«Da alcune ore – si legge nella nota – è stato diffuso in rete un servizio del programma tv “Le Iene”, andato in onda nei giorni scorsi. Il servizio racconta in gran parte fatti riguardanti un sacerdote che non è di questa diocesi (don Filippo Bellini, ndr). Da più parti però stanno arrivando segnalazioni sul fatto che al termine del servizio venga riconosciuto un presbitero della diocesi di Pistoia. Nelle prossime ore saranno eseguiti i necessari accertamenti preliminari per verificare l’identità della persona e la veridicità di quanto segnalato. Ogni tipo di provvedimento o commento sulla vicenda non può che prescindere da tale verifica».
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In ogni caso, precisa la Diocesi, le immagini al termine del servizio «non riflettono in alcun modo forme, parole e atteggiamenti riconducibili a benedizioni, forme di esorcismo o a qualsiasi altro rito della chiesa cattolica, né tanto meno sono consoni alla condotta di un sacerdote».
Tornando alla prima parte del servizio – in attesa degli sviluppi sul misterioso nuovo “sacerdote smanaccione” – Le Iene contestano a don Bellini, oltre alla questione dell’abito talare, anche il fatto che non si è mai saputo che fine hanno fatto dei soldi da lui raccolti tra i fedeli a suo tempo. Con Agresti che (siamo nel febbraio 2020) dopo averlo intercettato a Pistoia in un negozio, lo insegue fino a un’area di servizio e poi fin dentro la caserma dei carabinieri di viale Italia, dove il sacerdote si rifugia per sfuggire alle telecamere. —
Massimo Donati
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