Toscana
Asporto sì, ma piatti da completare a casa un servizio originale adottato da due locali
Il cliente ordina la pietanza, ma questa gli viene data in sottovuoto. Le esperienze de “Il Signorino” e “La BotteGaia”
PISTOIA
Gustare il piatto del tuo ristorante preferito comodamente seduto al tavolo di casa divertendosi a finirlo di preparare con tutti gli ingredienti del caso. Nell’attesa di poter riaprire al più presto le saracinesche del proprio negozio molti ristoratori si sono rimboccati le maniche e hanno ideato una tipologia di menù a domicilio diversa dal solito. Il cliente praticamente ordina il piatto che vuole acquistare: questo però gli viene dato in sottovuoto e il diretto interessato finirà di “completarlo” a casa in pochi minuti. Ovviamente coadiuvato da un biglietto con la procedura da seguire. Due ristoranti molto conosciuti a Pistoia hanno deciso di adottare questo tipo di servizio: La BotteGaia in via del Lastrone e Il Signorino in via Bolognese.
«Questa idea è nata soprattutto per la posizione del nostro ristorante – spiega Enrico Stefanini, titolare de Il Signorino – siamo in una zona un po’ svantaggiata, fuori dal centro. Così abbiamo pensato di effettuare questo tipo di servizio utilizzando tutti gli ingredienti che usiamo qui al ristorante. Stesso cibo, stessa modalità di preparazione. Il tutto è confezionato sottovuoto, una parte è già cotta e il cliente finisce di preparalo a casa».
Dal filetto al parmigiano allo stinco di maiale, dal polpo alla piastra ai tortelli al ragù e ai maccheroni sull’anatra. Prelibatezze toscane molto gettonate dai clienti che frequentano il ristorante e che ognuno può gustarsi tra le propri quattro mura domestiche.
«Il filetto al parmigiano ad esempio viene cucinato sotto vuoto a bassa temperatura – continua Stefanini – il cliente lo toglie dal sottovuoto e lo mette in padella un paio di minuti per lato. Ci aggiunge la salsa preparata da noi e il piatto diventa identico a quello che mangerebbe qui. Sono una decina i piatti che prepariamo e che cambiamo di settimana in settimana».
Questo tipo di preparazione, a detta del titolare, è molto comodo. «In questo modo possiamo programmare i piatti in anticipo e il cibo si conserva 4 o 5 giorni in frigo. La nostra è soprattutto una clientela del posto, persone che vivono sole e che a cose normali vengono da noi anche ogni sera. In questo modo possono gustare gli stessi piatti finendoli di preparare in 5 minuti».
Ingegno e spirito di adattamento che stanno ripagando il ristoratore. «Certo, non è come avere il ristorante aperto, ma per ora il risultato è stato soddisfacente – conclude – Magari continueremo a tenere in piedi questa alternativa anche quando riapriremo. Bisogna vedere se la gente avrà voglia di venire qui e sedersi al tavolino con la mascherina. Chissà».
Anche a La BotteGaia i titolari hanno optato per questo tipo di consegna a domicilio.
«Il prodotto viene cotto qui da noi sottovuoto e poi viene rigenerato ad esempio in forno – spiega Carlo Malentacchi – sono piatti tipici del nostro ristorante e che vengono accompagnati da un biglietto con le istruzioni da seguire. Per il momento questo sistema sta andando abbastanza bene. Certo non da sopperire a tutti i problemi che ci sono». –
Alessandra Tuci
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