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Agliana, 3.120 persone controllate nella Fase 1 dalla Polizia municipale
agliana
Sono state 3.120 le persone controllate dalla Polizia municipale di Agliana nel periodo della Fase 1 dell’emergenza coronavirus: 2.253 conducenti, 133 passeggeri e 734 pedoni.
Tra queste, dall’11 al 25 marzo, sono state 18 – tra cui 11 stranieri – le persone fermate ed identificate che hanno violato le disposizioni anti-contagio relative alle limitazioni della circolazione che prevedevano la denuncia penale per la violazione dell’articolo 650 del codice penale: inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Violazioni che, con il decreto legislativo del 25 marzo, sono state depenalizzate, con la sostituzione delle sanzioni penali con sanzioni amministrative da 200 euro.
Dal 25 marzo il mancato rispetto delle misure viene punito con una sanzione amministrativa da 400 a 3.000 euro. E fino al 3 maggio, in base a tale nuova normativa, sono state 93 (45 conducenti, 34 pedoni, 9 trasportati e 5 attività economiche) le persone che sono state sanzionate: 28 aglianesi, 18 residenti a Pistoia, 15 a Prato, 7 a Quarrata, 3 a Montale, 2 di Montemurlo, 20 residenti in altre province (5 i ricorsi presentati contro tali contestazioni).
La Polizia municipale di Agliana ha svolto in questo periodo anche 8 servizi di controllo serali, fino alle 24. Una mole di lavoro supplementare è arrivata anche dalle 1.835 le telefonate ricevute in orario d’ufficio per richieste di informazioni sulle possibilità di spostamento dall’11 marzo al 3 maggio.
«La normale attività d’ufficio – spiega la comandante della Pm di Agliana, Lara Turelli – è proseguita normalmente e non ha avuto alcuna battuta d’arresto, né nei giorni feriali, né in quelli festivi».
La Polizia municipale precisa che i proventi delle 93 sanzioni vanno tutti al ministero dell’Interno, tranne che per le violazioni riscontrate alle ordinanze del presidente della Regione: una multa elevata per violazione dell’ordinanza regionale che prevedeva la chiusura degli esercizi commerciali in sede fissa nei festivi del 25 aprile e del 1° maggio fatta ad un negozio trovato aperto nella festività del 25 aprile.
«Nessun provento – precusa la comandante – è destinato al Comune, quindi chi dice che lavoriamo per far cassa, si sbaglia: il lavoro è stato duro e intenso perché si tratta di tutela della salute pubblica». —
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