Gioco
«La vita del mio negozio appesa a quel prestito di 25mila euro»
Il titolare di una caffetteria racconta le difficoltà incontrate per avere gli aiuti La banca replica: «Siamo stati collaborativi, ma non ci sono i presupposti»
PISTOIA
«Aspettiamo i 25mila euro o si chiude». Ma quei soldi richiesti alla propria banca secondo quanto previsto dalla normativa per aiutare le piccole e medie imprese nell’emergenza Covid-19 non arriveranno mai. È la storia di Christian Bernardinelli che, insieme alla compagna Silvia Baldelli, è titolare della Caffetteria Pasticceria Cri’s Bakery in via dei Fabbri a Pistoia. Un angolo dal profumo di paste e caffè la cui vetrina si affaccia su via Buozzi.
Christian e la sua compagna si sono rivolti alla loro banca, l’Intesa Sanpaolo, filiale di Vaiano, in provincia di Prato: riuscire ad ottenere i 25mila euro – dicono i due – sarebbe stato un buon trampolino di “rilancio” per un’attività imprenditoriale come la loro, stremata dall’emergenza virus.
«Ci siamo rivolti alla banca alla quale avevamo già chiesto un mutuo per aprire il bar a dicembre 2017 – spiega Christian – la richiesta poteva essere fatta direttamente online. Inviamo tutto, dopo aver consultato il nostro commercialista, e per giorni non riusciamo ad ottenere nemmeno una risposta». Telefonate, mail, ma niente. «Viviamo giorni di ansia, il nostro futuro è appeso a quel finanziamento – continua – il 20 aprile abbiamo inviato la richiesta, ci arriva la risposta solo il 4 maggio». Un fulmine a ciel sereno. «I 25mila euro non ce li concedono perché a gennaio avevamo rimodulato il nostro mutuo di azienda con allungamento di 2 anni oltre i 5 pattuiti ad aprile 2017 e per questo risulta una situazione “incagliata” – spiega l’imprenditore – avevamo chiesto nel frattempo anche la sospensione del mutuo e nemmeno quella ci è stata concessa. È la legge ad essere sbagliata, certo, però ci aspettavamo che la banca potesse venirci incontro. Se uno allunga il mutuo con relativi interessi in più si è in una situazione ad incaglio?». Christian è amareggiato, deluso. «Viviamo nell’incertezza e nello sconforto – conclude – già che abbiamo tante difficoltà, a partire dai tavolini dimezzati. Ci prepariamo ad un fatturato con un calo dell’80%».
Intesa Sanpaolo replica al cliente: «Oltre alla richiesta di accesso al finanziamento di 25mila euro con garanzia del Fondo Centrale di Garanzia previsto dal Decreto Liquidità – fa sapere l’istituto - nel mese di marzo il cliente aveva anche fatto richiesta di sospensione di un finanziamento per il quale, peraltro, nell’ottobre 2019 aveva già ottenuto la rinegoziazione con allungamento di 38 mesi, con un periodo di preammortamento di 12 mesi e corresponsione quindi della sola quota interessi della rata. Dispiace quindi oltremodo annotare la lamentela del cliente, verso il quale Intesa Sanpaolo aveva già attuato interventi straordinari e molto collaborativi. Come accennato, già ad ottobre 2019 la banca aveva concesso la rinegoziazione con allungamento e conseguente dilazione del pagamento delle rate di 38 mesi, oltre alla riduzione del tasso preesistente. Questo a testimonianza della ferma volontà di sostenere le imprese del territorio ben prima dell’emergenza Covid19. Per rispondere nel merito alla lamentela sulla richiesta di finanziamento fino a 25.000 euro della Cri’s Bakery, la banca non ha potuto che dare risposta negativa, non ricorrendo, nel caso di specie, i presupposti previsti all’articolo 13, comma 1, lettera g) del decreto legge 8 aprile 2020 n. 23». –
Alessandra Tuci
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