Il Tirreno

Pistoia

L'ARTE

Le foto di Salgado e il Novecento pistoiese: dal 18 le mostre riaprono dopo lo stop

Fabio Calamati
Le foto di Salgado e il Novecento pistoiese: dal 18 le mostre riaprono dopo lo stop

Pistoia, a Palazzo Buontalenti e Palazzo de’ Rossi lavori in corso della Fondazione per accogliere il pubblico in sicurezza

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Schermi di plexiglass alla reception, percorsi rigorosamente definiti per evitare quanto più possibile i temuti assembramenti, entrata e uscita separate. La Fondazione Pistoia Musei si sta preparando all’appuntamento con il 18 maggio, quando le mostre e i musei potranno riaprire i battenti dopo la chiusura imposta dall’emergenza coronavirus. Come conferma il presidente Luca Iozzelli, Palazzo Buontalenti (con l’appendice del Palazzo dei Vescovi) e Palazzo de’ Rossi sono al lavoro per farsi trovare puntuali alla riapertura. «Sì – dice Iozzelli – i lavori sono in corso e faremo tutto il necessario. Speriamo che dal governo ci arrivino indicazioni più chiare e dettagliate sugli obblighi da rispettare».

D’altra parte nella vita delle città non ci sono solo negozi e ristoranti: anche la riapertura dei luoghi dedicati alla cultura è un segnale importante della fine del comsiddetto “lock down”.

A disposizione degli appassionati torneranno due mostre di grande livello. A Palazzo Buontalenti e all’Antico Palazzo dei Vescovi, sarà visitabile la mostra “Exodus - In cammino sulle strade delle migrazioni”, 180 immagini del grande fotografo Sebastiao Salgado raccolte dalla moglie Lelia Wanick Salgado. Apertasi l’8 febbraio scorso, prima dello stop imposto dall’epidemia la mostra doveva chiudere il 14 giugno. «Visto il notevole interesse riscontrato nel pubblico – commenta Iozzelli – stiamo pensando ad organizzare un accesso su prenotazione, in modo da evitare troppe presenze all’ingresso».

Forse meno popolare ma certo altrettanto interessante è la mostra allestita a Palazzo de Rossi , la prima parte di quel “Pistoia Novecento” che vuol essere una carrellata lungo tutta l’arte del secolo scorso nata o sviluppatasi a Pistoia, in dialogo con le grandi correnti artistiche internazionali.

“Pistoia Novecento” si basa sulle opere possedute dalla Fondazione Caripit e su quelle cedute in comodato dalla capogruppo della Caripit, Intesa Sanpaolo. A curarla sono stati Annamaria Iacuzzi e Philip Rylands. La prima parte della mostra abbraccia il periodo 1900-1945, la seconda proseguirà la retrospettiva fino ai nostri anni. Secondo il programma iniziale la mostra aveva aperto i battenti il 18 aprile dello scorso anno e avrebbe dovuto chiuderli il 31 maggio di quest’anno. Ma non è detto che alla fine non si riesca a strappare una proroga.

La qualità delle opere esposte è molto alta. Fosse servito, ne sarebbe stata riprova l’interesse suscitato da questa mostra nel noto critico d’arte e personaggio televisivo Vittorio Sgarbi, che il 15 ottobre scorso rimase folgorato da un busto di Corrado Zanzotto esposto proprio a Palazzo de Rossi.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web