Il Tirreno

Pistoia

I ristoratori cercano di reinventarsi Il numero dei clienti è la vera incognita

Elisa Pacini
I ristoratori cercano di reinventarsi Il numero dei clienti è la vera incognita

La riduzione dei posti è al momento l’unica certezza «Non sappiamo quanta gente tornerà a mangiare da noi» 

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PISTOIA

Togli un posto a tavola, per due metri o forse più. Anche il classico ritornello di uno dei musical più famosi che sintetizza in quell’“aggiungi un posto a tavola” la mission dell’esercito di professionisti dell’ospitalità del Bel Paese, ai tempi del coronavirus andrebbe rivisto. Ma di voglia di cantare intorno ai tavoli dei ristoranti pistoiesi non ce n’è molta, vista la preoccupazione che aleggia in un settore che vede lontana l’apertura totale di attività che dovranno cambiare drasticamente per rispettare distanze e limiti anti contagio. «Non sappiamo se e quanta gente tornerà a mangiare dentro ai locali», dicono tutti i ristoratori che lavorano per farsi trovare pronti, arrangiandosi quasi tutti con asporto e consegne a domicilio. Riduzione dei posti a sedere, sfruttamento massimo dello spazio esterno (chi ce l’ha) e doppi turni: queste alcune ipotesi in attesa di direttive precise che non ancora ci sono.

«Stiamo già facendo alcuni accorgimenti – dice Fabio Raso, di “Santopalato” aperto nel weekend con asporto e consegne a domicilio che vanno per la maggiore – sanificando il locale e togliendo tutte le cose decorative inutili, ora meno ce n’è, meglio è. Aspettiamo le direttive specifiche: la riduzione dei posti è l’unica certezza con le distanze da mantenere. Ma spero di non dover arrivare al plexiglass o ai divisori sui tavoli, meglio tener chiusi allora. Abbiamo una corte interna e sfrutteremo di più quella. Noi lavoriamo soprattutto con le tavolate e sarà dura mantenere il personale. Con i miei collaboratori abbiamo deciso che faremo un mese di prova con l’organico completo, poi vedremo insieme cosa fare».

Il pensiero ai collaboratori è il piatto fisso del menù di preoccupazioni dei ristoratori verso la Fase 2. Anche all’elegante enoteca BaldoVino di Piazza San Lorenzo, tempio della cucina da meditazione tra un assaggio e l’altro di vino, ci si apre all’asporto.

«Abbiamo ripreso oggi (ieri per chi legge, nda) – dice Francesco Balloni –, siamo in attesa di capire come riorganizzare l’interno. Ma penso che per parecchio tempo l’asporto sarà prevalente, ci sarà da capire chi davvero verrà nel locale. Stiamo vivendo un momento inimmaginabile, difficile, che si può superare solo organizzandosi e con un sostegno per il mantenimento del personale».

A pochi passi, l’osteria tipica “La Bettola” ha deciso di rimanere chiusa fino a che non si tornerà al servizio pieno. Anche se “pieno” - dice la carismatica Paola Pazzaglia - non sarà come prima. Quando sotto alle vignette in vernacolo, si stava calorosamente vicini a gustare trippa e il baccalà in umido. «Aspetto le disposizioni per fare alcuni cambiamenti, ma per i lavori, come per la sanificazione ci vogliono soldi e la liquidità è un problema – spiega – Io nel mio locale ho solitamente due file di tavolini e penso di apparecchiare un posto sì e uno no. Se ci sarà richiesta e se si potrà, spero di poter fare due turni almeno da coprire il 50% della capienza».

Sulla prima collina, tra il verde di Sant’Alessio, “Il Postino” porta a domicilio (e serve da asporto) piatti che cambiano ogni fine settimana. «Facciamo solo 2-3 primi e alcuni secondi – racconta Linda Cecchi – scegliendo le cose più caratteristiche. Pasta fatta in casa, lasagne, fritto dell’aia, insomma i nostri piatti tipici più particolari. Un po’di movimento c’è, per pagare una bolletta non certo per guadagnarci».

Location ideale per cenoni e cerimonie oggi vietatissime, anche a “Il Postino” sono pronti a reiventarsi. «Ma per ora ci si può solo fare solo un’idea – conclude Cecchi – qual è la distanza da rispettare? Posso mettere allo stesso tavolo solo le famiglie... e gli amici? Sicuramente lo spazio fuori che d’estate destiniamo ai giochi per i bambini, lo sfrutteremo per metterci dei tavolini». —

Elisa Pacini

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