Il Tirreno

Pistoia

Indagini dell’Arpat  

Dalla falda contaminata di Cantagrillo nessuna dispersione verso l’area di Pistoia

Dalla falda contaminata di Cantagrillo nessuna dispersione verso l’area di Pistoia

Terminata l’emergenza coronavirus inizierà una campagna di perforazioni per individuare la fonte del cloruro di vinile

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cantagrillo

Nessuna contaminazione da cloruro di vinile dei pozzi del territorio comunale di Pistoia che si trovano al confine con l’ “area rossa” che, nel comune di Serravalle, a Cantagrillo, ha come bisettrice il torrente Stella e via del Redolone, la strada che da via Montalbano porta verso la discarica del Cassero. Questo il risultato dei campionamenti che l’Arpat ha effettuato lo scorso marzo per chiare se vi sia stata una diffusione dell’inquinamento riscontrato nella falda di Cantagrillo anche in quella, più profonda, che scorre sotto la piana del comune capoluogo.

Una buona notizia che – mentre si annuncia un’indagine ad hoc per individuare la causa – arriva assieme ad un’altra tutto sommato positiva: i risultati della campagna di monitoraggio effettuata dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale tra dicembre e gennaio, confrontati con quelli delle campagne precedenti, mostrano una leggera diminuzione della concentrazione di cloruro di vinile in alcuni dei pozzi di Cantagrillo.

Una diminuzione che comunque, spiega l’Arpat, non modifica il grave stato di contaminazione dell’area, in cui è stato da mesi vietato l’utilizzo dell’acqua dei pozzi. Durante i quali i tecnici dell’agenzia hanno svolto e stanno portando avanti un’intensa attività di monitoraggio per localizzare la fonte dell’inquinamento da solventi clorurati ed i percorsi di dispersione degli stessi nelle diverse falde.

«Queste attività – spiega l’Arpat – risultano propedeutiche ad interventi di messa in sicurezza di emergenza, in grado di contenere la diffusione della contaminazione».

Proprio in questa ottica, agli inizi di marzo, prima del fermo delle attività dovuto all’emergenza coronavirus, l’Arpat ha effettuato, come detto, due campionamenti nei pozzi che si trovano nel comune di Pistoia, per avere un quadro più completo della contaminazione da cloruro di vinile emersa in quelli dell’“area rossa. E nei pozzi analizzati non è emersa alcuna contaminazione da solventi clorurati.

«Queste analisi – spiega l’agenzia – si sono rese necessarie per valutare la presenza di contaminanti nella falda inferiore, ovvero ad una profondità oltre i 40 metri, sempre in prossimità della porzione di area oggetto dell’ordinanza del sindaco di Serravalle, con la precisa finalità di escludere che la contaminazione possa aver avuto origine da fonti primarie ubicate nel comune capoluogo».

I valori di concentrazione di cloruro di vinile monomero riscontrati pozzo per pozzo a Cantagrillo con l’ultimo monitoraggio sono riportati nella infografica pubblicata qui sopra. Ma confrontando i risultati analitici sui campionamenti della campagna di dicembre – gennaio con quelli ottenuti, per gli stessi pozzi, dai campioni delle campagne precedenti, emerge una leggera diminuzione della concentrazione del parametro “cloruro di vinile”.

caccia alla causa

Resta da individuare adesso con precisione la fonte della contaminazione delle falde. Per questo, la Regione, con il supporto dellìArpat, ha pianificato un’indagine ambientale, che verrà eseguita da una società incaricata appositamente di effettuare 8 sondaggi, da realizzarsi con strumentazione “Mihpt” (MiHydraulic profiling tool), per il rilevamento della concentrazione di composti organici volatili, tra cui il cloruro di vinile, nel sottosuolo. L’inizio era previsto per il mese di marzo ma partirà non appena l’emergenza coronavirus lo permetterà.

L’attività, nel dettaglio, consisterà nell’infiggere nel terreno una batteria di aste, di alcuni centimetri di diametro, alla cui punta sono collegate dell apparecchiature in grado di misurare le concentrazioni di composti organici volatili. I fori raggiungeranno una profondità massima di 20 metri e successivamente saranno sigillati. A febbraio l’Arpat aveva effettuato alcuni sopralluoghi per verificare le eventuali interferenze con le principali reti di sotto-servizi, come gas, acqua, ecc, individuando alcuni siti idonei nella zona di via del Redolone.

Infine, per verificare ulteriori possibili interferenze tra la falda superiore (compresa tra 20 e 30 metri) e quella inferiore, appena l’emergenza sanitaria lo permetterà, saranno effettuate delle prove di pompaggio nei pozzi 1 e 3 della stessa via. —

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