La protesta
Altri casi, acqua, residenze: così la ricerca si allargherà
PISTOIA
L’indagine epidemiologica sui casi di sarcoma di Casalguidi era in sostanza già conclusa nel febbraio scorso. L’Asl la illustrò in un incontro l’11 febbraio a Comune di Serravalle e Regione. «Poi volevamo renderla subito pubblica – ha spiegato Renzo Berti – ma l’esplodere dell’emergenza Covid ce lo ha impedito. Mi dispiace di questo ritardo non voluto».
Quella conclusa, comunque, è solo la prima parte della ricerca. Come ha detto in conferenza stampa Francesco Cipriani, il lavoro continua, mirato più ad escludere fattori di rischio che a cercare cause.
Così, per una parte degli 8 casi presi in esame, saranno (in parte già sono state fatte) analisi dell’aria e dell’acqua dei pozzi, alla ricerca di sostanze cancerogene. I campionamenti sono iniziati il 17 febbraio e al momento sono fermi per l’emergenza Covid, ma riprenderanno presto. L’inquinamento da cloruro di vinile monomero scoperto in alcuni pozzi della zona industriale di Casalguidi non preoccupa più di tanto gli uomini dell’Asl, visto che non ci sono prove di collegamento tra questa sostanza e i sarcomi (al contrario, il Pvc è correlato all’angiosarcoma epatico, ma si tratta di un altro tipo di tumore, come ha sottolineato Cipriani).
Un altro possibile sospetto è la discarica del Cassero, dove nel 2016 scoppiò un grave incendio. Ma il monitoraggio dell’Arpat in quella occasione «non evidenziava ricadute tali da apportare contaminazione del suolo e dell’acqua nel territorio circostante». Inoltre l’evento è troppo recente per dei tumori che hanno tempi medi di insorgenza di 8-9 anni.
Allora a cosa punteranno gli uomini dell’Asl? Intanto ad approfondire (vedi articolo sopra) la qualità dell’aria e dell’acqua in una parte delle abitazioni dei malati. Si andrà a caccia di sostanze cancerogene, anche se non vi sono evidenze scientifiche del loro rapporto con i sarcomi dei tessuti molli.
Ma soprattutto, la ricerca si amplierà. Intanto nel tempo e nello spazio: la ricerca sarà estesa ad altri casi di sarcomi segnalati nei comuni di Quarrata, Pistoia ed anche in Valdinievole. Non ci sono altri “cluster” con concentrazioni come quelle di Casalguidi, ma si ritiene comunque importante allargare la ricerca, che su questo fronte dovrebbe finire a giugno.
Tornando a Casalguidi, ci saranno due approfondimenti. Intanto si cercherà di tracciare una vera e propria storia residenziale del paese, cercando di capire la mobilità delle famiglie. L’ipotesi è che una più scarsa mobilità (come ci si attende di trovare) potrebbe costituire un elemento che favorisce la trasmissione di caratteristiche genetiche di maggiore sensibilità a specifici fattori ambientali.
Secondo approfondimento, ricostruire l’approvvigionamento idrico di Casalguidi prima del 2002, cioè prima dell’attuale acquedotto, scoprendo da dove veniva l’acqua che allora i casalini bevevano e quali sono ora le condizioni di quei pozzi. —
F.C.
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