Gioco
La preghiera degli ambulanti «Fateci riaprire il 18 maggio»
Documento della Fiva Confcommercio: imprese ferme dai primi di marzo «Siamo pronti a prendere le stesse misure di sicurezza dei negozi alimentari»
PISTOIA
Non ci sono solo i parrucchieri e le estetiste che vorrebbero riaprire l’11 maggio. Tra le categorie che si considerano penalizzate dai tempi di ripresa dell’attività, ci sono anche i commercianti ambulanti, in particolare quelli aderenti alla Fiva Confcommercio. Che si ritrovano dietro alla richiesta: «Vogliamo ripartire il 18 maggio».
«Come farlo? Siamo pronti – si legge in una nota della Fiva provinciale – a concordare le misure di sicurezza con le amministrazioni comunali che consentano lo svolgimento della nostra attività e la stessa sopravvivenza della categoria».
La Fiva Confcommercio fa notare che l’ultimo Dpcm del governo non indica una data precisa per la ripresa della loro attività. Invece «la ripartenza dei mercati alimentari ci ha dato la prova che è possibile tornare a operare e farlo nel rispetto delle norme sulla sicurezza. Adesso sta a quelli riguardanti gli altri settori merceologici, non possiamo rimandare».
La nota della Fiva ricorda che l’attività degli ambulanti è stata sospesa fin dai primi di marzo con l’inizio del lockdown, proprio come quella di tante aziende. «Sono stati mesi difficili che hanno portato conseguenze gravissime agli operatori, fra costi, burocrazia e rimanenze di merci impossibili da smaltire. È inaccettabile che la nostra ripartenza non sia prevista insieme a quella delle attività commerciali, non ha alcun senso. Ancora di più se pensiamo che i mercati si svolgono all’aria aperta, una condizione che di per sé dovrebbe costituire un vantaggio rispetto all’emergenza sanitaria, non una penalità».
Anche per questo la Fiva Confcommercio è convinta che il settore abbia tutte le carte in regola per riprendere in sicurezza. «Siamo certi che applicando le stesse misure di sicurezza previste per gli operatori del settore alimentare - distanze si sicurezza, utilizzo mascherina, disposizione dispenser con soluzioni igienizzanti o guanti – dal 18 maggio potremmo tornare dietro ai nostri banchi e cercare così di mantenere in vita il settore».
Per farlo, Fiva Confcommercio chiede il «sostegno delle amministrazioni comunali alle quali chiediamo agevolazioni sui tributi locali, primo fra tutti il canone di occupazione del suolo pubblico (Cosap)».
Una misura (stop al canone da marzo a dicembre 2020), questa, già presa a Pistoia, decisione che Fiva accoglie positivamente: «Un aiuto importante per i nostri operatori che chiediamo venga applicato su tutto il territorio provinciale. Siamo pronti a confrontarsi con le singole amministrazioni comunali per definire le misure per la ripartenza. Non possiamo più aspettare, ogni giorno perso è un danno irreparabile per la categoria». —
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