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Se n’è andato Corsino Corsini, anima di Pistoia

Se n’è andato Corsino Corsini, anima di Pistoia

Dalla Giostra dell’Orso al primo club arancione “I Fedelissimi”: l’ex barista ed ex consigliere comunale aveva 74 anni

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Il rione Cervo Bianco e la Giostra dell’Orso, il club arancione – il primo in assoluto – “I Fedelissimi”, il Luglio Pistoiese, il mitico Bar Italia, il consiglio comunale tra le file del Prc, il “Memorial Melani”... E la sua battaglia in memoria degli sminatori pistoiesi, in particolare del nonno suo omonimo, saltato in aria nel 1945 su una mina tedesca insieme all’amico Mario Meini, alle Piastre.

Corsino Corsini è morto ieri mattina nella sua abitazione di via Pacinotti, a Pistoia, sconfitto da un male che gli era stato diagnosticato appena poche settimane fa. Aveva 74 anni e con lui se ne va un pezzo dell’ultimo mezzo secolo di vita cittadina. La salma è stata composta nelle cappelle del commiato della Misericordia di Pistoia, in via del Can Bianco. Il funerale sarà celebrato domani alle 10, nell’attigua chiesa, alla presenza di non più di 15 persone a causa dell’emergenza coronavirus.

Sempre impegnato nella vita di Pistoia – nel suo più ampio significato – proprio per la sua estrema generosità Corsino Corsini venne premiato nel giugno 2016 in Comune, per aver salvato la vita, tre anni prima, ad un senzatetto che, da giorni, dopo una caduta, giaceva ferito, senza mangiare e bere, e nell’impossibilità di chiedere aiuto all’interno di una palazzina diroccata dell’area Ex Breda. «Un esempio di alto spirito civico e di solidarietà nei confronti di chi ne ha più bisogno» c’era scritto nell’attestato che gli fu consegnato dall’allora sindaco Samuele Bertinelli.

Per tantissimi anni Corsino Corsini aveva gestito il Bar Italia di Porta Lucchese, che oggi non esiste più, così come il Bar Petrocchi, nell’omonimo viale. L’ultimo suo bancone era stato quello del bar all’angolo fra piazza Mazzini e via Bozzi. Ma, come accennato, il suo nome è legato a molteplici ambienti della vita cittadina. Consigliere comunale e circoscrizionale del Prc, tra gli ideatori del “Luglio Pistoiese”, è stato per molti anni presidente del club di tifosi della Pistoiese “I Fedelissimi”, ma anche uno dei protagonisti della rinascita della Giostra dell’Orso nel 1975 e da sempre personaggio storico del Cervo Bianco.

Anche l’amministrazione comunale ha espresso il proprio cordoglio: «Nell’ultimo decennio si era battuto affinché venisse riconosciuto il sacrificio di suo nonno omonimo, uno sminatore che perse la vita svolgendo il suo lavoro. Il Comune aveva accolto la sua proposta. Sarà infatti collocata una targa in memoria del sacrificio dei rastrellatori di mine che persero la vita tra il 1944 e il 1948, in piazzetta della chiesa di San Salvatore». —

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di Redazione web