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Hitachi, 340 lavoratori sono rientrati in fabbrica
Diego Breschi (Fiom): «La fabbrica lasciata due mesi fa non è quella di oggi» Misurazione della temperatura, mascherine e gel, visiere in plexiglass
pistoia
Qualche disagio per i turni, soprattutto quelli serali, e leggeri ritardi per gli ingressi e gli spostamenti all'interno dello stabilimento. Ma tutto sommato, il rientro a Hitachi per circa 340 lavoratori nella giornata di ieri è filato liscio come previsto. Ad attenderli all'ingresso, tutte le misure messe in campo dall'azienda per il contenimento del rischio contagio da Covid-19.
Norme di sicurezza siglate, seppur in modo non unitario (l'Uglm non ha firmato l'accordo, nda), da Fim, Uilm e dall'Rsu Fiom Barbiconi nella giornata di giovedì 30 aprile. Spazi rimodulati, percorsi obbligati, ingressi scaglionati ogni mezz'ora per evitare eccessivi assembramenti, misurazione della temperatura in ingresso, consegna del kit di sicurezza a ciascun lavoratore (mascherine e gel per le mani), visiere in plexiglass per le lavorazioni che prevedono una maggiore vicinanza ai colleghi e, all'ingresso, formazione sulla sicurezza e i comportamenti da tenere all'interno. E per chi arriva da fuori, come guidatori di tir per le consegne, le procedure prevedono la misurazione della temperatura corporea tramite termocamere posizionate all'ingresso, senza che la persona debba scendere dal mezzo.
«L'azienda ha messo in campo quanto contenuto nell'accordo – commenta Diego Breschi, Rsu Fiom e Rls – Rispetto a marzo la situazione è decisamente migliore. Certamente i lavoratori dovranno prendere dimestichezza con le nuove procedure. La fabbrica che abbiamo lasciato due mesi fa non è quella che ritroviamo oggi. Ci sono comportamenti precisi da tenere e nuovi spazi da utilizzare. L'informazione e la formazione svolta nei confronti dei lavoratori sono stati elementi fondamentali per garantire maggiore sicurezza ai lavoratori».
Restano ancora alcune problematiche sui luoghi di maggior assembramento e vicinanza tra lavoratori, come la mensa (che questa settimana servirà solo panini) con ingresso e uscita separati, gli spogliati che potranno essere utilizzati solo dai lavoratori di reparti come verniceria e saldatura (per un massimo di 35 persone), mentre l'uso delle docce rimane ancora vietato.
«Questa prima settimana – aggiunge Breschi – servirà anche a capire se tutte le misure messe in campo sono sufficienti e se, per esempio, la pausa tra i turni del mattino e quelli del pomeriggio è sufficiente per l'impresa di pulizia che deve compiere tutte le attività di sanificazione richieste».
«Sono più di venti anni che lavoro qui - dice Adriano Sbordone, Rsu Fim - Ma si resta comunque un po' disorientati di fronte a tutta queste procedure, per questo è importante che i lavoratori le acquisiscano il prima possibile e poi continuino a metterle in pratica, fino a che l'emergenza non sarà rientrata del tutto. Varcati i tornelli c'è una mappa da seguire con i percorsi obbligati che è necessario seguire. Come primo giorno, mi sembra che sia andato tutto bene. Resta certamente un po' di timore da parte di qualcuno, come è normale, ma se tutti seguiremo le regole sono certo che le cose andranno per il meglio. Naturalmente, la prova del nove arriverà mercoledì 13, quando il 100% degli operai rientrerà a lavoro. Anche in questo caso, abbiamo comunque previsto rientri scaglionati per le persone, così che se dovesse presentarsi qualche problema, abbiamo il tempo di intervenire». —
Valentina Vettori
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