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Pistoia

AZIENDE IN CRISI 

«Il 4 maggio dobbiamo riaprire tutti» Grido d’allarme delle piccole imprese

Fabio Calamati
«Il 4 maggio dobbiamo riaprire tutti» Grido d’allarme delle piccole imprese

Le associazioni del commercio e dell’artigianato hanno incontrato il prefetto Iorio. C’erano anche i sindaci Tomasi e Marmo

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PISTOIA

«Bisogna ripartire in sicurezza, certo, ma ripartire tutti insieme e ripartire il 4 maggio».

Questo sono andati a dire al prefetto Gerlando Iorio i rappresentanti di Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Cna in un incontro svoltosi ieri mattina. Un grido di dolore lanciato in modo unanime dal mondo del commercio, del turismo e dell’artigianato non solo pistoiese (molte associazioni rappresentano infatti anche il territorio di Prato), che dopo due mesi di chiusura per l’emergenza coronavirus, sostiene la necessità di una ripresa immediata dell’attività economica, altrimenti l’alternativa sarà «il disastro sociale» come ha avvertito Stefano Morandi, presente all’incontro come presidente della Camera di commercio di Pistoia oltre che di Confcommercio Pistoia Prato. Della delegazione facevano parte anche Claudio Bettazzi (Cna Toscana Centro), Alessandro Corrieri (Confartigianato) e Pier Luigi Lorenzini (Confesercenti). Le categorie economiche erano accompagnate dal sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi e dal presidente della Provincia Luca Marmo che è anche sindaco di San Marcello. Al prefetto hanno consegnato un documento di richieste articolato sull’immediato futuro e su una prospettiva di più lungo periodo, con le richieste giudicate indispensabili per consentire alle piccole e medie imprese di non finire stritolate dal “lockdown”. Tra le richieste per l’immediato, l’azzeramento delle utenze (acqua, luce, gas) per il periodo di chiusura, la cancellazione di imposte e tributi per il 2020, un fondo di sostegno per l’affitto di immobili a uso commerciale e artigiano, l’esenzione dalla Cosap per tavoli all’aperto e ponteggi edili.

«La chiusura per l’emergenza virus rischia di prolungarsi per troppo tempo – ha detto Stefano Morandi uscendo dall’incontro, insieme agli altri rappresentanti – a questo punto non è più possibile attendere. Bisogna certo riaprire in sicurezza, ma tutti insieme e subito, già dal 4 maggio. Altrimenti rischiamo il crollo, il disastro sociale. Gli imprenditori hanno dimostrato sin qui disciplina e volontà di adeguarsi alle esigenze di sicurezza dei clienti, del proprio personale, di essi stessi imprenditori. Ma occorre avere un quadro di certezze davanti. E poi occorrono risposte concrete e immediate anche sulla liquidità per le aziende. Servono risorse immediate e a fondo perduto».

L’alternativa, come ha sottolineato a sua volta Claudio Bettazzi, è che ad un disastro se ne sommi un altro. Dove il primo disastro è descritto dalle previsioni economiche che già oggi parlano di un calo del Pil del 15% e di un circa 30% di chiusure. «Di fronte a questa situazione – ha sottolineato – l’azione del governo è stata insufficiente. Le associazioni vogliono far capire che sono sul piede di guerra». —

Fabio Calamati

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