Italia
«Il Comune farà il suo il governo intervenga con sostegni e liquidità»
pistoia
«La situazione è tragica: l’ottanta per cento di chi ha chiesto in questi giorni aiuti alimentari al Comune era completamente sconosciuto ai servizi sociali. E molte di queste persone vengono dal vostro mondo, dal nostro mondo di commercianti. E questo fa venire i brividi».
Lo ha detto il sindaco Alessandro Tomasi ieri mattina in piazza del Duomo, dopo aver ricevuto le chiavi dai ristoratori pistoiesi, invitandone una delegazione a salire con lui in Comune, dove era in corso una riunione di giunta chiamata a prendere delle decisioni che riguardano proprio il loro settore e quello del commercio ambulante.
«La situazione è veramente difficile – ha detto il sindaco – soprattutto per voi, soprattutto per l’incertezza. Abbiamo la data del 4 maggio, abbiamo la data del 18 maggio ma rispetto alle vostre attività e ad altre attività al dettaglio – penso agli estetisti, ai parrucchieri, penso ai negozi di vestiti – non si sa quando riapriranno. E per quanto riguarda voi, il problema grosso è anche il come si riaprirà, quali saranno le norme. Spero ci facciano lavorare con regole per la sicurezza commisurate alle nostre attività. Hitachi può fare investimenti per milioni in sicurezza, i commercianti non lo possono fare».
Tomasi ha scritto al presidente della Regione chiedendo norme chiare: «Ritengo non ci sia un motivo uno per tenere centinaia di attività chiuse. Bisogna dire come fare le cose, non cosa si può fare: mantenendo la distanza, mettendo dispositivi di sicurezza, indossando mascherine, evitando assembramenti. Il Comune fa la sua parte ma è necessario un intervento forte da parte del governo: servono liquidità e sostegno per le aziende chiuse. Non c’è altra strada». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google