Il Tirreno

Pistoia

sulla montagna 

Gli esercenti portano le chiavi ai sindaci Marmo e Petrucci

Carlo Bardini

Moira Nesti: «Questa è una protesta simbolica Chiediamo aiuto ai primi cittadini per far arrivare la nostra voce ai piani alti»

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SAN MARCELLO

I commercianti della montagna pistoiese hanno raccolto le chiavi dei loro esercizi a San Marcello, Cutigliano e Abetone per poi consegnarle stamani alle 12 al sindaco Luca Marmo e domani al sindaco Diego Petrucci, come protesta simbolica per le difficoltà economiche causate prima dalla fase 1 dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e in seguito, per la fase 2, viste le regole che soprattutto ristoranti, bar ed alberghi dovranno rispettare. È chiaro che i sindaci non hanno colpa per le difficoltà che questa pandemia ha creato. La protesta sarà pacifica e simbolica. Ma le categorie hanno bisogno di aiuti concreti per riuscire a limitare i danni che già, in parte, sono reali. Ed è per questa ragione che su Facebook è nato un gruppo che si chiama “Uniti per la montagna pistoiese”, gruppo che vede come amministratrice Moira Nesti, del ristorante sanmarcellino “Il Mammolo”. Un contenitore virtuale in cui si accettano idee per una montagna pistoiese che vuole risorgere.

«L’iniziativa di raccogliere le chiavi dei locali e portarle ai sindaci – scrive Nesti – è una protesta puramente pacifica e simbolica. Chiediamo la loro collaborazione per far arrivare il nostro messaggio ai piani più alti della politica».

«Noi commercianti stiamo vivendo un periodo economicamente difficile – spiega Nesti al telefono – e abbiamo bisogno di aiuto. Chiediamo collaborazione anche alle amministrazioni locali».

La ripartenza sarà dura. «Le soluzioni più opportune nasceranno dal confronto – continua la donna – ma, ad esempio, sarebbe auspicabile che il 2020 fosse un anno in bianco in fatto di tasse in generale».

Poi conclude: «Sono convinta che le regole da rispettare, quando potremo riaprire, saranno difficili per tutti gli esercenti. Ma venendo alla ristorazione, che è il mio settore, si parla di rispetto delle distanze di un metro e 80. Questo vuol dire che dovremmo minimo dimezzare i posti. E poi quanta clientela verrà? ». Domande alle quali, per ora, nessuno può dare una risposta. –

Carlo Bardini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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