Gioco
«Crescono i clienti dell’edicola nonostante il bar rimanga chiuso»
Salamone, titolare de “Il Cantuccio del noro”, racconta come continua a lavorare durante l’epidemia
PISTOIA
Un angolo in cui poter trovare un buon giornale da leggere e, in tempi migliori, consumare anche un caffè seduti comodamente ad un tavolino. Una routine a cui eravamo abituati e di cui ora sentiamo la mancanza. Proprio per questo motivo Alessio Salamone ha deciso di chiamare la sua edicola, che è anche tabaccheria e bar, “Il cantuccio del noro”, in via dei Tigli, dando l’idea al cliente di un piccolo angolo accogliente in cui ritagliarsi il suo spazio, in ricordo di un signore anziano che purtroppo non c’è più e che lo chiamava sempre affettuosamente “Il noro”. Oggi Alessio tiene chiuso il suo bar, quel cantuccio accogliente, ma non molla certo la sua edicola, in società con il fratello Manuel.
«Ho chiamato il negozio “Il cantuccio del noro” in ricordo di questa persona che purtroppo non c’è più», spiega. Oggi il modo di lavorare di Alessio, come quello di tanti altri edicolanti, è cambiato, ma ci sono anche aspetti positivi, per fortuna. I clienti dell’edicola sono aumentati, le vendite vanno bene, nonostante il periodo non sia certo felice per nessuno. «C’è un ritorno alla carta stampata, i clienti sono aumentati, nonostante il bar sia chiuso», racconta Alessio, che ha deciso di aprire il negozio sei anni fa.
Una scelta coraggiosa, premiata adesso con una buona dose di pubblico e tanta soddisfazione per un lavoro che Alessio fa con il cuore. «Ho deciso di aprire l’edicola e la tabaccheria sei anni fa – spiega – mio fratello, che è socio, mi dà una mano. Dopo un po’di tempo ho pensato di aprire anche il bar, mi sono informato se sarebbe stato possibile e poi ho aperto, con l’idea di aumentare la clientela. Si lavora abbastanza, sono soddisfatto, non posso né voglio lamentarmi. È un lavoro che mi piace molto e mi dà tante soddisfazioni».
Normalmente Alessio tiene aperto dal lunedì al sabato con orario continuato dalle 5.30 alle 20, la domenica dalle 5.30 alle 13. Adesso l’orario è stato ridotto alla sola mattina, ma l’edicolante non si lamenta.
«Penso sia un vantaggio per noi poter stare aperti, in un periodo come questo non è roba da poco – continua – dobbiamo ritenerci fortunati». Alessio non si fa scoraggiare dalla chiusura del bar: si rimbocca le maniche e cerca di affrontare al meglio la situazione d’emergenza. «Mi sono messo anche a disposizione per fare servizio a domicilio, ma per adesso non ho avuto alcuna chiamata. I clienti vengono da soli qui in negozio». C’è abbastanza disciplina, spiega, le persone entrano una alla volta. «Indossano tutti guanti e mascherine. Certo, a volte c’è purtroppo qualcuno che vuole fare di testa propria e allora sono costretto a bacchettarlo, ma sono comunque casi sporadici». Ad andare a ruba sono soprattutto quotidiani, che finiscono spesso già a metà mattina, ma anche riviste.
«Quando il bar è aperto sono molti i clienti fra i trenta e i quaranta anni – conclude Alessio – adesso la media si è spostata intorno ai cinquantacinque-sessanta». –
Alessandra Tuci
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