Il Tirreno

Pistoia

Pizze e altre specialità da portarsi a casa

Molte le attività che hanno deciso di fornire cibo da asporto ai clienti: però bisogna ordinare prima per telefono o via web

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PISTOIA

Siamo ancora lontani dalla normalità, ma da ieri bar, pizzerie, ristoranti e locali pubblici hanno la possibilità di vendere cibo da asporto, grazie all’ordinanza regionale 41 del 22 aprile scorso. Portarsi a casa i cartoni delle pizze (o le vaschette con primi e secondi) non è la stessa cosa che concedersi una cena comodamente seduti, ma ai tempi del coronavirus bisogna accontentarsi.

Il via libera al “take away” è arrivato soltanto mercoledì, ma tanti locali pubblici hanno deciso di approfittarne. Quasi tutti del resto già avevano riacceso le cucine producendo cibo da consegnare a casa (attività, questa, che nella maggioranza dei casi rimane in piedi). E anche per i ristoratori, gli incassi da asporto non sono certo in grado di sostenere l’attività per intero, ma vengono comunque utili per far arrivare un po’ di liquidità in cassa.

Non a caso molti dei locali dell’area della Sala hanno approfittato dell’occasione, mettendo in vendita le loro specialità da asporto. Ma l’occasione non è stata accolta soltanto nel centro storico. «47 giorni fa – hanno scritto sulla pagina Facebook del “Pollo d’Oro” di via Frosini – chiudemmo ed entrammo nel tunnel del Covid 19. Siamo stati introdotti in una realtà virtuale , che ci ha cambiato , spero in meglio. Ma finalmente , lentamente e con precauzioni a piccoli passi ci stiamo risvegliando».

Alla Confcommercio Pistoia Prato abbiamo chiesto l’elenco delle attività aderenti che hanno annunciato di efffettuare la vendita da asporto. Gli elenchi che pubblichiamo in questa pagina, dunque, sono ampi ma non esaustivi.

Ricordiamo le regole indicate dall’ordinanza regionale. Innanzitutto i clienti dovranno ordinare i prodotti on-line o per telefono, questo per consentire a ciascun locale di differenziare gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati, in modo da evitare i temuti assembramenti. Nel locale dovrà esser consentita la presenza di un solo cliente alla volta, che potrà rimanere per il tempo necessario alla consegna e al pagamento della merce.

Ovviamente chi si reca a ritrare l’ordinazione deve rispettare la distanza di sicurezza di 1,8 metri, indossare la mascherina e/o i guanti.

Naturalmente anche gli operatori all’interno del locale devono utilizzare tutti gli strumenti di tutela personale, gli ambienti devono essere appositamente sanificati e dotati di cartelli che invitano a rispettare le misure di sicurezza.

Inutile dire che il cibo prodotto non può assolutamente essere consumato all’interno del locale stesso. —

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