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L’INTERVISTA 

Il prefetto Iorio: «I pilastri della Fase Due sono sicurezza, semplificazione e legalità»

Fabio Calamati
Il prefetto Iorio: «I pilastri della Fase Due sono sicurezza, semplificazione e legalità»

«Con la ripresa arriveranno molte risorse, la burocrazia non deve bloccarle. Massima attenzione, però, agli interessi illegali»

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PISTOIA

Parla velocemente, senza quasi pause tra le parole, Gerlando Iorio. Sembra come pressato dall’esigenza di fare presto, di guadagnare tempo di fronte alle urgenze quotidiane. E in effetti, in questi tempi di emergenza Covid, le incombenze non mancano. Ma il nuovo prefetto di Pistoia, in carica dal 14 aprile, il tempo per rispondere al “Tirreno” l’ha trovato.

Domanda d’obbligo: conosceva Pistoia prima di diventarne prefetto?

«Dal punto di vista lavorativo no, come del resto tutta la Toscana. Ho frequentato molto sia il nord che il sud del paese. Ma qui a Pistoia ricordo solo dei viaggi da bambino, per turismo, con la famiglia. Comunque ci vuole poco a innamorarsi di questi posti».

Fin dai primi giorni di lavoro, ha fatto molti incontri con le principali realtà locali. Che clima ha trovato?

«Un clima molto collaborativo. Che ovviamente risente della situazione di emergenza che stiamo fronteggiando, ma è importante che nelle difficoltà ci si ritrovi vicini».

Si parla tanto di Fase Due per l’emergenza Covid, con la progressiva fine della chiusura completa delle attività. Cosa succederà a Pistoia?

«Premetto che ovviamente il piano che siamo chiamati a mettere a punto si inserisce in quello regionale e nazionale, dalle cui indicazioni non si può prescindere. Detto questo, riteniamo di poter indicare tre pilastri fondamentali.

Il primo è la sicurezza dei luoghi di lavoro. È qui che l’accento deve spostarsi, dalla sicurezza sulle strade come abbiamo fatto finora. Sicurezza per chi lavora e per chi è utente. Per questo abbiamo costituito un gruppo di lavoro operativo imperniato sull’Asl, ma che comprende anche Guardia di Finanza, Ispettorato del lavoro e vigili del fuoco. Servirà a non svolgere controlli scoordinati e a non stremare le aziende, non costringerle cioè a subire un controllo diverso ogni giorno. Cercheremo di coordinare queste attività. E, più che svolgere opera sanzionatoria, cercheremo di accompagnare le aziende ad applicare le norme».

Secondo pilastro?

«È quello della semplificazione. Si parte dal fatto che nella nuova fase arriverà una gran massa di risorse finanziarie per sostenere il sistema produttivo, sia con finanziamenti diretti sia attraverso il credito bancario. Questo genererà poi numerosi progetti di intervento, di recupero o di ammodernamento, che non dovranno trovare difficoltà, pareri, intoppi burocratici da parte della pubblica amministrazione al punto da vanificare questa spinta. Per questo utilizzeremo la Conferenza permanente della pubblica amministrazione per individuare eventuali problemi e risolverli».

Due pilastri, due tavoli operativi. E il terzo?

«Questi stessi flussi economici possono attirare attenzioni criminali. Bisognerà fare rete per individuare situazioni di criticità, fare attenzione ai cosiddetti “reati spia” come l’ usura. Questo ovviamente riguarda in primo luogo le forze di polizia e il controllo del territorio, ma un ruolo importante possono averlo i sindacati, le organizzazioni imprenditoriali, le banche. Di questo quindi si occuperà il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che a seconda del caso convocheremo allargandolo a queste realtà».

La cooperazione, insomma, sarà centrale...

«Ci sono azioni, come quelle sulla tutela della legalità, che ovviamente vanno avanti comunque. Ma è chiaro che c’è bisogno di cooperazione da parte di tutti. Stiamo uscendo da una fase per cui gli eroi erano quelli impegnati nella sanità. Ebbene, gli eroi della nuova fase dovranno essere lavoratori e imprenditori. Dobbiamo tutti agevolarli».

Extra Covid, ha trovato sul tavolo tanti altri problemi, su cui spicca però, probabilmente, quello dell’accoglienza dei migranti nella parrocchia di Vicofaro. Come pensa di affrontarlo?

«Ce ne siamo già occupati nei giorni scorsi, in diverse riunioni, una delle quali ha visto partecipare anche il procuratore capo ed è stata molto proficua. Da una parte occorre uno stretto controllo sanitario. Dall’altra parte, e mi auguro che sia una fase concordata con tutti, ci deve essere il massimo impegno e la massima fermezza per iniziative di alleggerimento della struttura». —

Fabio Calamati



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