Gioco
Appello della Diocesi «Abbassiamo i toni è da irresponsabili fomentare la rabbia»
Deciso intervento all’indomani del nuovo tweet di Salvini dopo la violenta lite tra due migranti ospiti nella parrocchia
PISTOIA
La Diocesi di Pistoia sta continuando a portare avanti il piano per trasferire alcuni gruppi di migranti in altre strutture, per alleggerire una situazione di sovraffolamento critica dal punto di vista umano e del rischio di contagio. Ma nel frattempo invita tutti ad abbassare i toni: «Per il bene di tutti», spiega in una nota dai toni decisi, evitando di fomentare la rabbia sui social e «atteggiamenti irresponsabili» che potrebbero sfociare in ritorsioni violente.
Un riferimento, probabilmente, anche al twitter postato – sulla scia di ciò che è avvenuto domenica, con due migranti finiti all’ospedale dopo una lite e le forti tensioni con i residenti della zona – dal leader leghista Matteo Salvini nella serata di lunedì: “Ricordate il prete che ama riempire la parrocchia di presunti profughi e cantare Bella Ciao a messa? Caos, risse, fermati per sospetta positività al coronavirus e naturalmente minacce agli abitanti (che non ne possono più). Ecco il modello di integrazione che piace alla sinistra dell'accogliamoli tutti”.
Un tweet a cui è seguita la risposta di don Massimo Biancalani su Facebook: “Una provocazione vergognosa... Domenica mattina una provocazione politica fascio-leghista ben orchestrata, di questo, ormai è chiaro, si è trattato. Il tizio che passa insultando i migranti e i volontari, i ragazzi che vanno in escandescenza, i soliti 4/5 che fanno fotografie e filmini... Lo sciacallaggio politico locale e nazionale e la macchina del fango che si rimettono in moto per mettere in cattiva luce una esperienza di accoglienza che assiste tante persone (straniere e italiane) per farne un capro espiatorio. Questo è quanto accade in una città della provincia italiana del 2020”.
Fatto sta che, all’indomani del vertice che si è tenuto in prefettura con la presenza dello stesso parroco per cercare di trovare una soluzione, la Diocesi interviene con decisione.
«Gli ultimi episodi verificatisi a Vicofaro, mai minimizzati dalla Diocesi, hanno chiaramente segnalato l’ulteriore peggioramento del clima all’interno del quartiere e della parrocchia, certamente aggravato dall’attuale emergenza sanitaria. Nel dibattito di queste ore sta ritornando, da più schieramenti, una lettura politica dei fatti di Vicofaro che non è di alcun aiuto, né ha mai portato alcun reale beneficio ai suoi ospiti o alla comprensione della realtà dei fatti. Chi poi strumentalizza una vicenda complessa che perdura da tre anni facendone un vessillo politico contro l’accoglienza a priori e fomenta la rabbia sui social, quasi a voler portare giustificazioni preventive a eventuali ritorsioni violente, si rende protagonista di un atteggiamento irresponsabile e da censurare».
La Diocesi spiega poi come stia andando avanti lo spostamento di gruppi di migranti da Vicofaro verso altre strutture.
«È necessario sottolineare – prosegue – che, in una situazione così complessa dal punto di vista dell’ordine e della salute pubblica, questo spostamento sta avvenendo in completa autonomia da parte della Diocesi e dei partner, entro limiti oggettivi e procedurali, visto che la Diocesi stessa non è un’autorità politica, né sanitaria, né di ordine pubblico. In settimana gli spostamenti proseguiranno, fino a raggiungere il numero massimo disponibile alle strutture».
La Diocesi spiega che, assieme alle altre realtà del terzo settore, visto l’alto numero di presenze a Vicofaro, si stanno impegnando per trovare anche altre soluzioni «in cui costruire un percorso di accoglienza vero e dignitoso».
«Questo percorso, certamente non facile – come hanno dimostrato anche le fatiche emerse da più parti durante gli incontri del tavolo di lavoro istituito dalla diocesi – necessita della collaborazione di tutti».
In conclusione, «la Diocesi desidera nuovamente rivolgersi agli abitanti di Vicofaro, i più colpiti dalle problematiche che si sono create. In questi anni hanno mostrato senso civico e comprensione cristiana nei confronti dei tanti giovani che si sono fermati in parrocchia, sottolineandone le qualità e – naturalmente, a volte – facendone notare le intemperanze. Un comportamento, nella maggior parte dei casi, certamente lontano dagli appellativi razzisti con i quali troppo spesso sono stati apostrofati e distante dalle strumentalizzazione di forze estremiste che desiderano solo visibilità. Come affermato più volte stiamo cercando di fare tutto quello che è possibile – in questo frangente – per alleggerire un contesto generale problematico, faticoso e a tratti insostenibile. Nuovamente, e per il bene di tutti – conclude – cerchiamo, quindi, di abbassare i toni». —
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