Il Tirreno

Pistoia

lutto 

Muore a 22 anni per un malore in casa addio alla schermitrice Irene Biagioni

Alessandro Benigni

Ad avviarla alla pedana era stato il padre, vicepresidente della “Scherma Pistoia”. Un anno fa si era laureata in lingue

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PISTOIA

Se n’è andata all’improvviso, a soli 22 anni, lasciando un vuoto incolmabile per i suoi familiari e per tutta la comunità pistoiese. Irene Biagioni è morta nella notte tra venerdì e sabato: un malore la causa della tragedia, mentre la ragazza si trovava a casa. La corsa in ospedale è stata inutile: il suo cuore si è fermato poche ore dopo. Immane, manco a dirlo, il dolore del padre Renzo, della madre Paola, del fidanzato Michele e di tutti i suoi affetti più cari. Una ragazza strappata alla vita nel fiore dei suoi anni: si era laureata lo scorso anno all’istituto per mediatori linguistici Carlo Bo, mentre in precedenza si era resa protagonista di una brillante carriera da spadista.

«La scherma pistoiese ha perso uno dei suoi tesori preziosi», si legge nella nota diffusa dalla Scherma Pistoia 1984, che ha salutato così la “sua” Irene, avviata alla pedana dal padre, vice-presidente della società. «Tutto il consiglio direttivo, le famiglie e gli atleti, nonché gli amici appartenenti a molte società in tutta Italia e anche tutti coloro che hanno frequentato in passato la palestra e che in queste ore hanno fatto pervenire i propri pensieri, si stringono attorno ai genitori».

La società arancione era per Irene una seconda famiglia: sulle pedane della palestra di via Panconi, accanto all’Auditorium, la giovane pistoiese era cresciuta sportivamente e umanamente. «Per noi era come una sorella minore – ricorda con commozione Luca Magni, presidente del sodalizio – è arrivata qui quando aveva 10 anni e di fatto l’abbiamo vista sbocciare».

«Tra noi – prosegue Magni – c’era un rapporto molto stretto: aveva cominciato a tirare un po’ più tardi rispetto al solito, per questo inizialmente ha dovuto colmare un certo gap tecnico rispetto ai coetanei. Ci era riuscita con la forza del lavoro e la tenacia che l’ha sempre contraddistinta. Sapeva quello che voleva e aveva una determinazione furibonda».

I suoi allenatori non potevano che apprezzare queste doti: sotto la guida della maestra Anna Ferni e del maestro Federico Bortolini, Irene era riuscita a raggiungere ottimi livelli, fino alla convocazione in azzurro, quale riserva, per i Campionati del Mediterraneo. Entrata a far parte della prima squadra, era diventata uno dei punti fermi della formazione di spada femminile che in pochi anni era riuscita a salire dalle categorie inferiori fino alla serie A1, conquistando la salvezza per tre anni consecutivi.

«Un gruppo solido, che s’intendeva a meraviglia – afferma ancora Magni – è strano a dirsi, per uno sport individuale come la scherma, eppure era così. Ed è anche grazie a questa chimica lontano dalla pedana che sono riuscite a raggiungere risultati impensabili».

Poi Irene si era presa una pausa per dedicarsi agli studi, laureandosi brillantemente in lingue. Un passaggio importante che sembrava aprire la porta ad un suo imminente ritorno all’attività agonistica. «Una sorte malvagia non le ha dato il tempo», è l’amara conclusione del presidente della Scherma Pistoia. –

Alessandro Benigni

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