La protesta
L’alimentarista che garantisce la spesa a casa nella piccola Iano
Gianfranco Bertocci e la sua bottega sono diventati punti di riferimento essenziali in queste settimane
PISTOIA
Ci sono mestieri che si risvegliano come la primavera. Assopiti dal tempo e dai ritmi di una vita in costante cambiamento sembrano tornare nuovamente alla luce. Nella terribile realtà che stiamo vivendo non tutto è andato perduto. Anzi. Ci sono giornate fatte di sveglia prima dell’alba, di lavoro incessante e anche di tanta gratificazione. Magari c’è da spostarsi con la macchina, caricando la spesa che profuma di prodotti freschi e c’è la stanchezza della sera quando si torna a casa, con la mente già impegnata a pensare al domani. Ma si continua a vivere, aggrappandosi a quello che abbiamo sempre avuto e che ci eravamo dimenticati di avere.
Nel piccolo paese di Iano, sulla prima collina pistoiese, dove abitano poco più di trecento anime, c’è una bottega di prodotti alimentari che lavora incessantemente tutto il giorno portando anche la spesa a domicilio. E c’è chi la soglia della piccola bottega non l’ha mai varcata prima e comincia a farlo proprio adesso.
Gianfranco Bertocci, il titolare, si sveglia ogni giorno nel cuore della notte per preparare il pane fresco. La moglie, il figlio Jacopo e Simona, una ragazza del paese, fanno i turni in negozio mentre Gianfranco porta la spesa a domicilio.
«Mi alzo alle tre e mezzo per fare il pane – racconta Gianfranco – abbiamo sempre portato la spesa a domicilio, ma prima del virus si trattava di poche persone, soprattutto anziani che non hanno la macchina. Ora abbiamo fino a cinque ordinazioni fisse ogni giorno, più altre. Lavoro tantissimo, comincio a sentire la stanchezza ma c’è anche molta gratificazione».
Non solo. Gianfranco spiega che con l’emergenza virus molte più persone si sono avvicinate alla bottega, non solo anziane. «In paese le persone sono quelle che sono, si sa, ma ultimamente c’è molto più giro – racconta – anche di giovani. Magari prima la gente si fermava a fare più volte la spesa nei supermercati all’uscita dal lavoro, ora invece si vede che tanti preferiscono acquistare prodotti qui in bottega. Soprattutto quelli freschi: frutta, verdura, prodotti da banco come salumi e formaggi».
Un ritorno alle origini, ai tempi in cui, soprattutto nei piccoli paesi di periferia, le famiglie si recavano in bottega a fare la spesa, mentre i supermercati ancora non esistevano o erano solo mète ambite da pochi abitanti della città. Gianfranco, che vive a Villa di Baggio, il suo mestiere lo fa da quasi 40 anni e lo conosce molto bene.
«È dal 1985 che sono in mezzo a botteghe e forni – racconta – per quasi 24 anni ho avuto un alimentari-rosticceria in Porta al Borgo. Poi qualche anno fa mio nipote rilevò la bottega qui a Iano: io gli davo solo una mano, ma dal 2017 la titolarità è passata a me. Ho 60 anni, ora sarei anche stanco, per fortuna in negozio mi danno una mano mia moglie e mio figlio, che però è titolare di un’azienda agricola».
Il lavoro è aumentato a dismisura e Gianfranco deve organizzarsi la sera prima per il giorno dopo. «Alcuni poi magari mi chiedono di portare loro anche qualche medicina o qualcosa di cui hanno bisogno oltre alla spesa – confessa – Come si fa a dire loro di no? Nei paesi è così, ci aiutiamo tutti. È un periodo stressante, ma anche gratificante. I ringraziamenti che ricevi per quello che fai ti riempiono il cuore di gioia, è come se fosse un guadagno ulteriore». –
Alessandra Tuci
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