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Simona Gigetti rivendica «Tutele per la salute e per la retribuzione»

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Perplessità sulla apertura anticipata, attenzione soprattutto alle condizioni di sicurezza dei lavoratori. È questo in sintesi il contenuto del documento, firmato dal segretario Paolo Mattii, con cui la Fiom Cgil precisa la sua posizione sull’accordo raggiunto tra i delegati sindacali e l’azienda Hitachi martedì sera, in vista della riapertura di ieri. «Preso atto della decisione aziendale di riavviare la produzione nel nostro stabilimento presentando formale deroga al prefetto della nostra città, decisione di cui sia l’azienda che le autorità competenti si assumono la responsabilità, la Rsu ha ritenuto utile, per la sicurezza della salute dei lavoratori, confrontarsi con l’azienda al fine di individuare tutte le azioni necessarie a questo scopo».

Il risultato è stato «un verbale di accordo che, a fronte della ripresa dell’attività decisa dall’azienda, ha comunque permesso di affermare che fino al momento del “lock down” saranno presenti in fabbrica una piccolissima parte di lavoratori utili ad organizzare la ripresa vera e propria prevista all’inizio della “Fase 2” che il Governo indicherà».

Opposta la scelta dell’Uglm. I delegati di questo sindacato «hanno ritenuto inopportuno dare il proprio consenso ad un accordo che pare esser fatto esclusivamente a scopo di “profitto” e sicuramente poco vicino alle primarie necessità dei lavoratori che, in questo momento, vedono al primo posto la tutela della propria salute».

«Personalmente – scrive il segretario provinciale Uglm Antonio Vittoria – vedo con grande preoccupazione il fatto che, in un momento così difficile l’azienda Hitachi Rail, nel pieno di una pandemia che pare ancora non cedere e dar tregua al nostro territorio, immagini di potersi avvalere di una deroga ad un decreto presidenziale, forte di un accordo che porta con sé ancora troppi dubbi e preoccupazioni, non solo da parte nostra, ma da una grande e consistente moltitudine di lavoratori... Non c’è dubbio che l’azienda abbia messo in atto ulteriori accortezze (es. turnazioni, percorsi dedicati, utilizzo Dpi, acquisto del Termoscanner, etc.) ma si pensa davvero che in questa fase possa bastare solo questo?»

«La città di Pistoia – conclude il sindacato – che tanto si è adoperata nella battaglia di contenimento dell’epidemia, non si può permettere il rischio di nuovi focolai a causa di scelte troppo avventate. Non osiamo pensare a cosa potrebbe accadere se tutto questo livello di attenzione, ottenuto anche grazie all’impegno dell’intera cittadinanza, venisse meno». —



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