Gioco
Buoni spesa già consegnati a 650 famiglie in difficoltà
Restano da evadere le richieste di altri 450 nuclei che hanno fatto richiesta Mascherine, al via ieri la distribuzione a 150 persone che non le avevano avute
PISTOIA
Operazione mascherine quasi completata, mentre per la distribuzione dei buoni spesa siamo grosso modo a metà strada. Questo il punto della situazione per quanto riguarda le due principali iniziative che il Comune di Pistoia è stato chiamato ad attuare (nel primo caso dalla Regione, nel secondo direttamente dal governo) nel quadro del contrasto all’epidemia di coronavirus e ai suoi effetti.
Partiamo dalle mascherine. Palazzo di Giano aveva da distribuirne 198.000 di quelle cosiddette “chirurgiche”. Dopo un’iniziale incertezza sul metodo da utilizzare per la distribuzione, il Comune ha optato decisamente per il porta a porta e dall’8 aprile è inizata la mobilitazione dei volontari, coordinati dalla Protezione civile, per coprire tutta la città e la periferia. Operazione sostanzialmente completata il sabato prima di Pasqua. «Ora – spiegano in Comune – rimangono da distribuire le mascherine ai domiciliati in comune di Pistoia (chi vive qui pur non essendo residente, ndr) e a chi è stato saltato, trascurato o comunque non ha avuto le maschere che gli spettavano. Complessivamente, sono circa 150 le persone che hanno fatto richiesta al l’indirizzo di posta elettronica mascherine@comune.pistoia.it: si stima di poterli accontentare entro oggi o domani al massimo.
Dopo di che dovrebbero scattare anche a Pistoia i provvedimenti limitativi imposti dalla Regione, che in linea di massima rendono obbligatorio l’uso delle mascherine negli ambienti esterni a casa propria. L’obbligo doveva essere in vigore già da ieri, ma la Regione ha concesso una dilazione dei termini per consentire ad alcuni comuni, in primis a quello di Firenze, di completare la distribuzione.
Palazzo di Giano viaggia a pieno ritmo anche sul fronte dei benefici economici che vengono consegnati alle famiglie che autocertificano la loro situazione di grave disagio economico legato alla chiusura totale (o pressochè tale) delle attività economiche.
Qui il plafond da spendere era di 501.000 euro. Le domande sono iniziate ad arrivare in Comune il 4 aprile scorso. Il tempo di assumere la relativa delibera di giunta, poi la macchina comunale ha iniziato a sfornare buoni spesa, da spendere – secondo le indicazioni governative – nei principali supermercati e, dove possibile, nei negozi di vicinato.
«Devo innanzitutto ringraziare le 44 persone del mio assessorato – sottolinea la vicesindaca Anna Maria Celesti – che stanno lavorando con grande determinazione e generosità in un settore assolutamente non facile. Detto questo, ecco il punto. Fin qui abbiamo consegnato buoni spesa per 650 famiglie , soddisfacendo così oltre mille tra telefonate e mail che ci sono giunte. Abbiamo visto, infatti, che ogni nucleo familiare tende a mandare almeno un paio di messaggi».
Queste 650 famiglie si sono viste consegnare buo ni spesa per un valore di 100 euro più 50 euro per ogni membro della famiglia stessa.
«Da qui a venerdì – continua Celesti – calcoliamo di ricevere altre 900 domande circa, provenienti da 400-450 nuclei familiari. E dovremmo riuscire a soddisfare queste richieste appunto già nei prossimi giorni. A quel punto dovremmo aver speso circa la metà dei 501.000 euro assegnatici. Vedremo allora se ci saranno le risorse per fare un “secondo giro” completo oppure se potremo solo effettuare nuove consegne di buoni alle famiglie in situazioni più diffi cili». —
Fabio Calamati
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