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Domani a Pistoia inizia la consegna delle mascherine Ma è già polemica

fabio calamati
Domani a Pistoia inizia la consegna delle mascherine Ma è già polemica

Per Tomasi «impossibile la distribuzione porta a porta» L’assessore regionale Fratoni: una scelta improvvida

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PISTOIA

Scatterà da domani la distribuzione a tappeto delle mascherine da parte del Comune e della Protezione civile. Ieri a Pistoia ne hanno recapitate 98 scatole, pari a 196.000 pezzi. Il Comune di Pistoia ha predisposto, con l’aiuto delle associazioni di volontariato e delle Pro loco, una rete di una cinquantina di punti dove saranno distribuite le mascherine. Una scelta controcorrente, rispetto a quella di altre città, che ha suscitato subito le polemiche del Pd pistoiese. E, in serata, un duro attacco anche da parte dell’assessore regionale Federica Fratoni.

Le mascherine sono quelle, di tipo chirurgico, acquistate dalla Regione e poi redistribuite ai Comuni, che con la nuova ordinanza del presidente Enrico Rossi sarà necessario indossare "sui mezzi pubblici, nei negozi e a fare la spesa, negli uffici e nei luoghi chiusi, ma anche negli spazi all'aperto frequentati da più persone e dove è obbligatorio il mantenimento della distanza sociale di sicurezza". In pratica andranno messe ogni volta che si esce di casa, così da evitare la diffusione del contagio da Covid-19. Ricordiamo che l’obbligo di indossarle, comune per comune, scatterà a partire dalla data in cui sarà conclusa la consegna delle mascherine.

«Organizzare una distribuzione porta a porta era impensabile – spiega il sindaco Alessandro Tomasi – per motivi organizzativi ma anche pratici. Allora, come Centro operativo e con la Protezione civile, abbiamo lavorato per organizzare una rete di punti di distribuzione cui i cittadini potranno rivolgersi, rispettando i luoghi e gli orari specificati. Ci avvarremo delle associazioni di volontariato presenti nel Coc e delle Pro loco. In ogni postazione di distribuzione ci sarà un referente e del personale facilmente riconoscibile».

Le mascherine saranno distribuite a chi ne è sprovvisto e ne farà richiesta. Sarà sufficiente presentarsi nella sede di distribuzione più vicina alla propria abitazione e lasciare il proprio nominativo, portando con sé il documento di identità. Può ritirare il materiale una sola persona per famiglia, evitando così di creare assembramenti.

Ma in questo modo resta il problema di chi non può muoversi da casa. Ecco allora la soluzione predisposta dal Comune: basterà chiamare dalle 9,30 alle 12,30 il numero telefonico di riferimento 0573 371623 e segnalare la propria esigenza: ci penserà il Comune, sempre attraverso le associazioni di volontariato, a recapitare le mascherine a casa.

«Questo – sintetizza Tomasi – è quanto abbiamo studiato nelle ultime ore per mettere insieme e tradurre in pratica i decreti del governo e le ordinanze della Regione. Stiamo lavorando in emergenza, non è facile. Capita così anche di fare degli errori, dei quali siamo dispiaciuti, come nel caso del precedente sistema che avevamo iniziato ad adoperare, con un’unica email alla quale far capo. Il sistema è rapidamente andato in tilt, in effetti non ci aspettavamo un tale numero di richieste»

Ma le polemiche, se possibile, appaiono destinate a crescere. Proprio ieri sera il gruppo consiliare del Pd ha contestato le modalità di distribuzione scelte dal Comune. «Come avevamo già potuto comunicare al sindaco – sostiene il gruppo Pd – noi ritenevamo più efficace e sicura la consegna “porta a porta” in cassetta postale, che sicuramente è più complessa da organizzare ma che abbiamo verificato essere stata scelta da tutti i Comuni limitrofi: Prato, Lucca, Valdinievole. D’altronde, la stessa ordinanza regionale impone una consegna puntuale. Appoggiarsi alle associazioni sul territorio per avere dei punti di riferimento è importante, ma non può essere il metodo principale: è necessario procedere subito con una consegna a ogni famiglia come negli altri Comuni. Si limiterà così anche il rischio concreto che ci siano assembramenti e code».

E poche ore più tardi, ecco l’intervento dell’assessore regionale Federica Fratoni. «Caro sindaco Tomasi, proprio non ci siamo. Mi spiace dover dissentire così pubblicamente, ma la modalità scelta dalla tua amministrazione per distribuire le mascherine è a dir poco improvvida. Da un lato si organizza la protezione civile comunale, con mezzi e megafoni, affinché diffonda il tuo messaggio, giusto e condivisibile, di restare a casa. Dall'altro per la distribuzione delle mascherine si creano punti di raccolta del tutto inopportuni in questo momento ancora molto critico. Tanti tuoi colleghi hanno scelto una strada certamente più impegnativa ma del tutto rispettosa delle regole e della necessaria tutela della salute pubblica. Se anche Prato e Firenze riescono a organizzarsi con la consegna porta a porta non vedo perché questo non sia possibile a Pistoia. È vero che il territorio cittadino è vasto, ma è altrettanto ricco di volontariato diversamente organizzato, che può essere mobilitato in questa operazione». —

fabio calamati

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