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Don Massimo: «La città allarga l’ accoglienza»

f.c.

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PISTOIA

Dire che don Massimo Biancalani sia soddisfatto della prima operazione di “alleggerimento” delle centinaia di migranti accolti a Vicofaro sarebbe esagerato. «Ma per me – osserva – è comunque una cosa positiva, un allargamento dell’accoglienza da parte della città».

Il sacerdote spiega che la soluzione di Pontelungo è l’esito del tavolo di lavoro voluto dal vescovo, che lui personalmente non ha preso parte alla definizione della parte tecnica dell’operazione, ma che si sta ora occupando della preparazione e dell’individuazione dei venti ragazzi che dovranno lasciare Vicofaro. «Mi sembra ovvio – sottolinea – le persone non possono certo essere costrette a spostarsi. Anche perché, se costrette, è poi probabile che se ne vadano via. E sarebbe la cosa peggiore».

Don Massimo valuta positivamente anche il fatto che ad occuparsi della nuova struttura sia del personale che fa capo alle coop della Co&So. «Così, dopo la chiusura dei Cas, possono dare continuità alla loro esperienza».

Detto tutto questo, ribadito che si tratta comunque di una evoluzione positiva della vicenda, cosa avrebbe preferito don Biancalani? «In questo momento – risponde il sacerdote – mi era sembrato più utile attendere e investire di più su Vicofaro, tampo nando le nostre difficoltà e tenendo comunque i nostri ragazzi dentro. In fin dei conti dal punto di vista sanitario non ci sono problemi. Ma si è preferita un’altra strada». —

f.c.

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