Il Tirreno

Pistoia

A Pontelungo i primi venti migranti Domani via ai trasferimenti da Vicofaro

FABIO CALAMATI
A Pontelungo i primi venti migranti Domani via ai trasferimenti da Vicofaro

Pronta a partire l’operazione di “decongestionamento” del centro di accoglienza realizzato da don Biancalani

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PISTOIA

Scatterà domani l’annunciata operazione di decongestionamento del centro per l’accoglienza migranti di Vicofaro. Una ventina delle centinaia di ragazzi ospitate da don Massimo Biancalani in una delle sue due parrocchie verrà spostata a Pontelungo, nell’edificio di una ex scuola parrocchiale. Ad occuparsi di loro saranno 7 operatori di cooperative che fanno capo al gruppo Co&So, quello che gestiva di gran lunga il maggior numero di centri di accoglienza straordinaria (Cas) in provincia.

Ad annunciare il via all’operazione, che dovrebbe concludersi in un paio di giorni, è un comunicato della Diocesi firmato dal vescovo Fausto Tardelli. «Recentemente, in un mio intervento pubblico – tenuto conto della drammatica situazione di emergenza sanitaria venutasi a creare nel nostro paese – ho preannunciato che ci si sarebbe impegnati a diminuire il numero di presenze nel centro di Vicofaro per garantire la salute degli ospiti della struttura e della popolazione vicina.

«Ad oggi, e tra grandi difficoltà – scrive il vescovo – posso annunciare che sono stati reperiti e approntati primi posti per lo spostamento di un primo gruppo di persone, un trentina circa, che avverrà a partire da lunedì 6 aprile. La diocesi, allo stesso tempo, continua nella ricerca di altre strutture, volta a rendere il numero di accolti nei locali parrocchiali del tutto sostenibile. Risulta a tutti chiaro, infatti, che la situazione all’interno dei locali della parrocchia e della chiesa stessa è inconciliabile con l’emergenza sanitaria causata dall’epidemia di Covid-19 e neppure con una serena convivenza tra stessi ospiti, i parrocchiani e gli abitanti del quartiere di Vicofaro».

Già dallo scorso mese di ottobre è in funzione un tavolo costituito da Diocesi, Regione, Caritas e rete Terra Aperta, che raggruppa 18 associazioni locali di accoglienza, che aveva proprio lo scopo di trovare spazi alternativi a quello di Vicofaro, dove ultimamente i migranti sono costretti a dormire persino negli spazi della chiesa.

«Ricordo a tutti – ricorda il vescovo – che già nei mesi scorsi, negli incontri del tavolo di lavoro da me promosso, sono emerse proposte concrete volte, soprattutto, a superare lo stato di difficoltà e sovraffollamento in cui si trova il centro ormai da troppo tempo. Una situazione, peraltro, costantemente denunciata dallo stesso don Massimo... L’azione della diocesi va nell’ottica di garantire - per quanto possibile in questa situazione del tutto straordinaria - agli ospiti di Vicofaro un percorso d’integrazione, sicurezza e decoro, che vada di pari passo con la necessaria convivenza di vicinato».

Integrazione sì, speculazione politica no. Monsignor Tardelli conclude proprio con questa raccomandazione. «È necessario che ogni tipo di strumentalizzazione politica resti fuori da questa vicenda. È proprio fuori luogo in questo momento. Questo è l’appello che ho fatto fin da principio e che intendo ripetere, fiducioso, ancora una volta. Gli interventi in programma si rendono necessari, ancor più urgenti, proprio in nome dei fratelli migranti». —

FABIO CALAMATI

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