Il Tirreno

Pistoia

Concessionarie auto, il presente è nero

Marco Pagli
Concessionarie d'auto: il presente è nero
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Concessionarie d'auto: il presente è nero

Ordini fermi, disdette, investimenti che rischiano di saltare, liquidità bloccata e nessuna certezza sui tempi della ripresa

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PISTOIA. Ordini fermi, disdette, investimenti importanti che rischiano di diventare macigni, liquidità bloccata e nessuna certezza sui tempi di ripresa. L'emergenza coronavirus si sta abbattendo sul settore della vendita di auto con un impatto fortissimo. Un mercato grande con un vastissimo indotto, che teme di essere spazzato via. Dai concessionari più grandi ai rivenditori plurimarca, dalle officine ai negozi di forniture. Per tutti in provincia di Pistoia l'orizzonte è nerissimo e gli scenari che si prospettano hanno tratti tragici, come mai prima d'ora.

«L'auto non è un bene essenziale, specie in un momento in cui tutti sono a casa e lo rimarranno ancora per diverso tempo – centra bene la questione Salvatore Palermini, che insieme al suocero Roberto Magrini conduce un'azienda storica del settore presente in città dal 1968, Magrini Auto – e poi il nostro è un mercato che si regge sulla fiducia: per cambiare il proprio mezzo c'è bisogno di fiducia nel futuro e purtroppo sembra quanto di più lontano adesso. Negli ultimi anni avevamo assistito ad una ripresa, dopo la crisi del 2008. E questo la dice lunga anche sui tempi di cui il comparto ha bisogno per reagire ad uno shock forte. Bisognerà vedere quando riapriranno le aziende e che ripercussioni ci saranno sull'occupazione».

Ma a preoccupare i concessionari non c'è solo la prospettiva a lungo termine, ma anche le contingenze immediate. A partire proprio dagli investimenti fatti finora, che rischiano di deteriorarsi in fretta.

«Ci sono capitali da milioni di euro investiti, che sono totalmente fermi – spiega Gianfranco Leoni, responsabile vendite della divisione di Prato e Pistoia del gruppo empolese Birindelli – ogni giorno che passa è sempre peggio, con interessi passivi che pesano sia sul nuovo con le franchigie, sia sull'usato che perde valore».

Senza contare l'impatto sulla clientela, alle prese con rate da pagare in un momento di fortissima difficoltà e incertezza. Il governo per il momento ha introdotto una moratoria sui leasing per professionisti e aziende fino al 30 settembre, mentre per i privati – salvo iniziative singole degli istituti finanziari e di credito – c'è la possibilità solo di posticipare la rata di un mese.

«Ormai quasi l'80% del venduto si muove attraverso finanziamenti – prosegue Leoni – in questi giorni molti clienti stanno chiamando le finanziarie per capire come fare a bloccare i pagamenti. Anche questa è un'incognita grossa perché il flusso di denaro è enorme e d'altro canto esiste il rischio per chi non riesce ad onorare le rate di perdere la possibilità di acquistare in futuro».

La tenuta occupazionale dell'universo dei concessionari è un altro aspetto di questa crisi. Anche i gruppi più grandi, infatti, in questi giorni riescono a portare avanti solo una parte del lavoro amministrativo in smart working e a garantire i servizi di riparazione urgenti, così come prescritto dai decreti del governo.

«Sul fronte della vendita tutto è bloccato – racconta Carlo Lupi, titolare del gruppo Lupi Auto che ha quattro sedi tra le province di Prato e Pistoia – stiamo ricevendo alcune richieste di preventivo, ma iniziano ad arrivare anche richieste di recedere dai contratti. Solo che così si rischia un effetto domino travolgente, che mette a repentaglio anche la tenuta occupazionale. Per ora è tutto un punto interrogativo, speriamo che gli aiuti da parte dello Stato riescano a mettere una pezza». —




 

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