Il Tirreno

Pistoia

«Resisto, ma quant’è difficile con la stazione ormai deserta»

Alessandra Tuci
«Resisto, ma quant’è difficile con la stazione ormai deserta»

Andrea Carrara è uno degli edicolanti che non molla. La sua “Ciuffe Ciuffe” è in piazza Dante Alighieri

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PISTOIA

Un faro in mezzo al mare. Una piccola sorgente d’acqua in mezzo al deserto. Come timide rose che sbocciano in mezzo a questo inverno senza fine appaiono i chioschi delle edicole che, sparse qua e là in città, sfidano i tempi difficili in cui viviamo. Vederle è confortante. Nel deserto glaciale delle vie del centro, nelle strade fuori città o nelle periferie è rassicurante vedere quei chioschi gremiti di carta stampata con le saracinesche tirate su.

Dentro, un edicolante che ti accoglie con il sorriso, sebbene coperto rigorosamente dalla mascherina. Un silenzioso inno alla vita che sembra farci capire quanto ancora siamo indissolubilmente legati a tradizioni che ci portiamo dentro da sempre.

Abbiamo bisogno, ora più che mai, di rimanere aggrappati a quell’informazione che profuma di carta stampata e che ci tiene lontani dalle insidie e dalle false notizie in cui spesso incappiamo sul web.

Andrea Carrara lo sa bene. È uno dei tanti edicolanti di cui abbiamo deciso di raccontare la storia. Andrea ha 34 anni ed è proprietario dell’edicola “Ciuffe Ciuffe” in piazza Dante Alighieri, all’interno della stazione ferroviaria.

«Ciuffe Ciuffe è il nome che ho scelto e che richiama il suono del treno», precisa Andrea. Come tanti, lui ha deciso di tenere aperta l’edicola nonostante di clientela ce ne sia poca. «Si lavora pochissimo, le vendite sono diminuite del 90%», spiega. Una perdita enorme, se si considera che la sua edicola, prima dell’emergenza, era sempre gremita di gente: a qualsiasi ora del giorno veniva presa letteralmente d’assalto dai pendolari che qui possono acquistare abbonamenti e biglietti ferroviari. Adesso, purtroppo, lo scenario è diverso.

«Ora la stazione è vuota – spiega Andrea – si vedranno cinque persone in un giorno. È davvero un periodo difficile».

Eppure Andrea quel lavoro lo fa con passione da dieci anni, da quando aveva poco più di 24 anni.

«Facevo il giardiniere, poi decisi di mettermi in proprio – racconta – ho comprato l’edicola dieci anni fa, ora come ora lavoro qui da solo, mia madre ogni tanto viene a darmi una mano».

Nonostante il periodo difficile “Ciuffe Ciuffe” è aperta con orario continuato dalle 5 alle 18 di ogni giorno.

«Solo la chiusura è stata anticipata un po’, in genere tengo aperto fino verso le 19». Consegne a domicilio? Qualcuna, dice Andrea, ma anche in tempi pre-coronavirus. «La mattina porto i giornali a qualche persona che abita vicino a casa mia, l’ho sempre fatto». Per il resto si attendono tempi migliori. «Vedo che i clienti sono un po’ nervosi, stufi di questa situazione e spesso impauriti. Speriamo che presto tutto torni alla normalità». –

Alessandra Tuci

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