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sociale

Comuni al via in ordine sparso per distribuire gli aiuti alimentari

Fabio Calamati
In fila per la spesa ad un supermercato (foto Gori)
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In fila per la spesa ad un supermercato (foto Gori)

A Pistoia si può fare domanda per telefono o via e mail Serravalle propone un modulo. Gli altri (per ora) niente  

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PISTOIA. Comuni dell’area pistoiese in ordine sparso per la distribuzione dei contributi alimentari per il coronavirus. C’è chi, come nel capoluogo, ha messo a disposizione nel pomeriggio un numero telefonico ed una e-mail dedicate, senza ulteriori specificazioni (domande al via da martedì 31 marzo). A Serravalle ieri mattina era già stato preparato un apposito modulo per presentare domanda (sempre a partire da martedì 31 marzoi). Quarrata ha specificato sulla home page del proprio sito web che serviranno «alcuni giorni per definire le modalità di erogazione» limitandosi a pubblicare il link per scaricarsi l’ordinanza della Presidenza del consiglio dei ministri.

Gli altri Comuni (Agliana, Montale, San Marcello Piteglio, Abetone Cutigliano e Sambuca) non hanno fornito informazioni specifiche ai propri cittadini, almeno per adesso.

Si parla ovviamente dello stanziamento straordinario effettuato dal governo per consentire alle amministrazioni comunali di attivare «misure urgenti di solidarietà alimentare» a quelle famiglie o singole persone rimaste senza entrate a causa dei provvedimenti di stop alla libera circolazione per combattere l’epidemia. Ciascun Comune è stato finanziato in base alla popolazione residente e alla distanza del proprio reddito pro capite da quello medio nazionale. Per Pistoia il tutto si è tradotto in un fondo di 502.012 euro. Segue Quarrata con 184.753 euro, Agliana con 116.810 euro, Serravalle con 72.931 euro. Montale dovrà distribuire 63.325 euro, San Marcello Piteglio 48.381 euro, Abetone Cutigliano 14.074 euro, infine Sambuca con 11.513 euro.

L’ordinanza fissava già in partenza alcuni paletti. Il compito di individuare «la platea dei beneficiari e il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti» è affidato all’Ufficio servizi sociali di ciascun Comune, che potrà quindi procedere con ampia discrezione, stando attento solamente a non attribuire finanziamenti a chi già gode di sostegni pubblici, in primis entrate da reddito di cittadinanza.

A cosa potranno servire questi soldi? Qui le opportunità a disposizione dei Comuni sono due: o consegnare direttamente dei buoni spesa «per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco pubblicato da ciascun comune nel proprio sito istituzionale»; oppure acquistare direttamente generi alimentari e prodotti di prima necessità per poi ridistribuirli.

Il primo Comune a reagire, ieri, è stato come detto quello di Serravalle, che invita i cittadini interessati a fare domanda spedendo l’apposito modulo (si ritrova sul sito web del Comune) o recandosi direttamente nelle sedi comunali di Serravalle e Casalguidi e riempiendo un modulo cartaceo. Le domande saranno poi vagliate da una apposita commissione che avrà il compito di stabilire a chi verranno erogati i buoni spesa. Sì, perché Serravalle pare orientata a puntare su quest’unica modalità. E a tal proposito invita gli esercizi alimentari interessati a entrare nell’elenco di chi accetta i buoni, a scrivere all’amministrazione.

Leggermente diversa la strada intrapresa da Pistoia. Chiunque abbia necessità, a partire da oggi, può telefonare al numero 347 0713170 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 13) oppure scrivere alla mail dedicata serviziospesa@comune.pistoia.it indicando nome cognome e numero telefonico per essere richiamati. Le domande saranno poi vagliate dall’amministrazione, che per ora non specifica però se distribuirà soldi, tessere alimentari o beni acquisiti direttamente. —


 

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