Gioco
«Resistiamo con la nostra edicola ma i sacrifici sono davvero tanti»
Massimo Sandrucci e la sorella Francesca gestiscono la “Abc del Giornale”: orario 6.30-13 tutti i giorni
PISTOIA
Non è facile decidere di rimanere aperti in giorni come questi. Alzarsi presto la mattino e andare incontro ad una giornata che potrebbe portare solo pochi guadagni, con il rischio di contrarre il Covid-19. Perché chi svolge lavori a contatto con la gente, seppur con tutte le dovute precauzioni, è inevitabilmente più esposto di chi può rimanere a casa. Però c’è chi decide di resistere. Tra i tanti edicolanti che hanno scelto di aprire ogni mattina il proprio negozio e di cui vogliamo raccontarne la storia c’è Massimo Sandrucci, titolare insieme alla sorella Francesca dell’edicola “Abc del Giornale” in via Marino Marini.
«Non è affatto semplice tenere aperto in questi giorni, ma non possiamo fare altrimenti – racconta Massimo – ci alterniamo un giorno per uno io e mia sorella, ma le vendite sono poche e di gente a giro ce ne è sempre meno. Noi resistiamo, dobbiamo farlo, ma le vendite sono diminuite del 50%».
L’edicola fa un orario ridotto, restando aperta al pubblico solo la mattina, dal lunedì alla domenica, dalle 6. 30 alle 13. Pochissime sono le persone in giro, solo qualcuno che passa per andare a lavoro o a fare la spesa. Il via vai continuo che in condizioni normali popola una delle strade più conosciute in città sembra essere un ricordo lontano. Lì ci sono diverse abitazioni, uffici, spazi verdi e a poca distanza dall’edicola anche il campo scuola e dietro lo Stadio.
«La poca gente che entra acquista in fretta ed esce velocemente – prosegue Massimo – si vede che ha paura e cerca di avere il minore contatto umano possibile».
Eppure è proprio quel contatto con le persone a rendere bello il lavoro dei due edicolanti.
«Sono venti anni che facciamo questo mestiere, ci piace stare con le persone. Per sette anni abbiamo tenuto un’edicola a Pieve a Nievole; poi il cambio di casa ci ha spinto ad acquistare questa edicola ed eccoci qui da dieci anni».
Anni in cui il lavoro di edicolante, spiega Massimo, è cambiato molto. In peggio, purtroppo.
«I primi tempi andava tutto bene, poi con l’arrivo di internet e con la distribuzione dei giornali anche nei supermercati le cose hanno iniziato a peggiorare, specie negli ultimi due anni. Le piccole attività sono state penalizzate. Non abbiamo mai pensato di chiudere, almeno per ora, ma capisco chi decide di farlo. Le spese sono tante».
Massimo non nasconde i suoi pensieri. »Ci piace questo lavoro ma i sacrifici sono tanti ed il riscontro è poco – conclude – alla fine ti chiedi: tutti questi sacrifici per cosa?».
E il periodo certo non aiuta. L’uomo ha dovuto interrompere anche le consegne a domicilio. «Le abbiamo sempre fatte, nei bar, nelle pasticcerie e negli hotel. Al singolo cittadino mai. Ora sono ferme anche quelle». –
Alessandra Tuci
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