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Michelozzi dal Perù: «Sto tornando»

Fabio Calamati
Riccardo Michelozzi
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Riccardo Michelozzi

Il volontario pistoiese, 71 anni, era rimasto bloccato nel nord del paese per lo scoppio dell’emergenza sanitaria

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PISTOIA. «La vicenda non è ancora finita perché fino a che non siamo a casa nostra non ci crediamo». Si conclude così il messaggio di Riccardo Michelozzi, il 71enne pistoiese rimasto bloccato in Perù dalla chiusura delle frontiere decisa dal governo sudamericano.

La situazione di Michelozzi e di molti altri connazionali si sta avviando verso una soluzione positiva, grazie ad un volo straordinario organizzato dall’ambasciata italiana, che dovrebbe decollare domani dall’aeroporto di Lima per atterrare il giorno dopo a Milano.

Conosciutissimo per la sua attività nell’ambito del Pd, in particolare per l’organizzazione della festa di Santomato, Michelozzi da anni collabora con l’associazione Manthoc, che aiuta i bambini di strada. Cajamarca, una cittadina nel nord del Perù a 18 ore di viaggio da Lima, è diventata ormai per lui una seconda casa.

Il 23 gennaio aveva iniziato un nuovo soggiorno in Perù, non potendo immaginare che di lì a poco sarebbe scattata l’emergenza coronavirus, con – tra l’altro – la decisione del governo peruviano di chiudere il paese, rendendo impossibile il ritorno dei tanti stranieri presenti nel paese, come lo stesso Michelozzi. Che aveva in programma il volo di ritorno il 17 marzo, volo subito cancellato.

Era stato lui stesso, il 25 marzo, a pubblicare sulla sua pagina Facebook un video in cui descriveva la situazione e lanciava anche un appello all’ambasciata italiana in Perù. Che ma chiedeva ai connazionali di raggiungere con propri mezzi la capitale. Un’impresa difficilissima per chi si trova in un angolo sperduto di Perù dove non si possono certo noleggiare auto come se ci si trovasse in una capitale europea.

Poi, però, qualcosa si è sbloccato. «Sì – ha scritto lo stesso Michelozzi ieri in tarda mattinata – rispetto a due giorni fa sì, perché finalmente l'ambasciata è riuscita a organizzare un volo speciale di rientro dal Perù. Lunedì alle 11 partirà da Lima con destinazione Milano. Non abbiamo capito perché proprio lì, ma è così. Io sto partendo dalla città di Cajamarca tra mezz'ora (qua sono le 5 del mattino), andrò in una città che dista sei ore da qui e mi ricongiungerò con altre 7 persone e dopo una notte in albergo partiremo per Lima domenica mattina per dopo 14 ore finalmente arrivare. Siamo riusciti ad acchiappare questo volo perché fino da subito ci siamo iscritti alla lista dell’unità di crisi e quindi l'ambasciata ha potuto contattarci . Ci sono altre decine e decine di connazionali che per adesso sono fuori». —

Fabio Calamati
 

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