Gioco
«Noi non vogliamo mollare» La sfida di Margherita e Cataldo
Lei è proprietaria di un chiosco di giornali che gestisce con il marito: «Portiamo quotidiani a domicilio»
PISTOIA
Un amore così grande. Come quello per il proprio mestiere. Il lavoro di una vita che ti porti dentro da anni, con fatica, ma anche con tanta soddisfazione.
Tra gli edicolanti che non mollano in questo periodo di paura e caos, e di cui abbiamo deciso di raccontare la storia, ci sono anche Margherita Diaco e Cataldo Fontanella.
La loro edicola è un grazioso chiosco in via del Villone, dove dietro fa da sfondo il verde rassicurante del parco della Rana e del Pallone per il pattinaggio.
Uno dei polmoni verdi ad un passo dal centro più apprezzati da famiglie e bambini in qualsiasi stagione, anche in pieno inverno. Ora purtroppo quella zona verde è vuota, è vero. Ma presto tornerà a riempirsi di risate come lo è sempre stata. È solo questione di tempo. Intanto Margherita e Cataldo resistono e continuano a tenere aperto tutto il giorno il loro chiosco di giornali.
«In questo periodo facciamo anche servizio a domicilio per chi ce lo chiede – spiega Margherita – La posizione del chiosco aiuta la nostra attività, in molti parcheggiano qui davanti e scendono al volo a prendere il giornale. Prima il pomeriggio l’edicola era presa d’assalto dai bambini all’uscita di scuola che si fermavano a comprare giochi o figurine. Ora, ovviamente, con le scuole chiuse non accade più. Ma non ci possiamo lamentare, stiamo comunque lavorando. E poi arriveranno tempi migliori per tutti».
L’edicola fa anche servizio a domicilio, spiega la donna, per qualche anziano della zona che diligentemente ha deciso di non muoversi da casa date le restrizioni per il coronavirus.
«Siamo qui dal 1981, da quando il precedente proprietario cercava qualcuno per la gestione del chiosco. Poi dopo 17 anni l’ho acquistata io, mio marito mi dà una mano quando può».
Un lavoro nato quasi per caso e trasformato con il tempo in una grande passione.
«Io adoro il mio lavoro, non potrei farne a meno – continua Margherita – sono stata chiusa tre giorni e mi mancava parlare con la gente. Amo il contatto umano, molti sono clienti da una vita, ho visto passare di qui tre o quattro generazioni. Alcune conoscenze sono diventate vere e proprie amicizie. Molti clienti ti raccontano la propria vita, altri rimangono sulle loro: io cerco di adeguarmi in base al carattere delle persone».
Nonostante il periodo sia difficile, Margherita e il marito non si perdono d’animo.
«Ultimamente si avverte più preoccupazione, in molti dicono di avere qualche pensiero per il virus, altri invece sembrano più tranquilli – conclude l’edicolante – è un momento difficile per tutti, ma passerà prima o poi». –
Alessandra Tuci
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
