Gioco
La città sopra la media per tamponi positivi. L’Asl farà un’indagine
Il sindaco: «L’ho subito chiesta, davanti a quelle cifre». A San Marcello 22 posti per cure intermedie
PISTOIA. L’anomalia c’è eccome, basta scorrere i numeri. A Pistoia città sinora si sono registrati 121 casi di persone positive al coronavirus ogni 100.000 abitanti, secondo i dati forniti dall’Asl Toscana Centro. A Firenze siamo a 57, a Empoli a 39, a Prato a 38. La media regionale, poi, è di 46,6.
Guardando ai comuni pistoiesi più vicini al capoluogo, Quarrata ha fatto registrare una incidenza di 90 casi, Agliana una di 67. Non a caso complessivamente la provincia pistoiese occupa il terzo gradino del poco invidiabile podio delle aree più colpite dall’epidemia in regione. Ma i numeri di Pistoia città fanno comunque sussultare. In pratica qui si conta il triplo di casi di persone positive al coronavirus rispetto al resto della Toscana.
Logico che il sindaco Alessandro Tomasi sia balzato sulla sedia, leggendo le cifre diffuse dal responsabile del dipartimento prevenzione dell’Asl Toscana Centro Renzo Berti. «Ho subito telefonato allo stesso Berti e al direttore generale Morello Marchese. Ho chiesto di avviare un’indagine per chiarire quest’alta incidenza. È evidente che ora ci sono altre priorità, c’è da curare le persone, ma a tempo debito vogliamo vedere bene per capire cosa sia successo».
Tomasi, che evidentemente non ha gradito molto neanche la tempistica nella diffusione di simili cifre, ha convocato ieri una conferenza stampa tenutasi nella sala consiglio di Palazzo comunale, per poter stare più larghi e sicuri. Sindaco e vice, Anna Maria Celesti, con la mascherina alla bocca, giornalisti a debita distanza, molti mascherati anche loro.
Primo punto, quale può essere il motivo per cui Pistoia si ritrova con tanti casi di positività? In mancanza dell’indagine dell’Asl si possono ovviamente fare solo delle ipotesi. Il primo punto interrogativo riguarda il numero di tamponi: a Pistoia ne sono stati fatti in proporzione quanti nel resto della Toscana? «Abbiamo chiesto la cosa all’Asl, che ovviamente non è stata in grado di risponderci, al momento. Ma questo è un punto chiave» sottolinea Celesti.
Altra ipotesi: ha pesato il confine pistoiese in comune con le province di Bologna e di Modena, in quell’Emilia che è la terza regione d’Italia per intensità del contagio.
Ma quello che conta ora, ribadiscono Tomasi e Celesti, è rassicurare la città che tutto è pronto per affrontare il periodo più duro dell’emergenza. «Intanto domani (oggi per chi legge, ndr) si aprono a San Marcello 22 posti per cure intermedie – rimarca la vicesindaca – destinate a quei malati che stanno sostanzialmente bene ma che non possono ancora dirsi guariti. Collocarli altrove consente però di liberare letti all’ospedale San Jacopo per chi ha più bisogno di cure. Alla fine di questa o all’inizio della prossima settimana avremo poi 19 letti in più nel vecchio ospedale del Ceppo».
Non solo. «Ci sono ogni giorno – ricorda Tomasi – 365 persone in quarantena che vengono seguite per tutti i loro bisogni. La Società della salute continua a garantire il servizio di spesa a domicilio a chi l’ha richiesto. Abbiamo già iniziato attività di sanificazione con Alia e un’altra azienda comincerà domani. Quanto ai controlli, abbiamo passato al setaccio 443 attività commerciali, controlliamo anche i supermercati, le file e i dispositivi di sicurezza interni. Il nostro Comune ha una superficie grandissima, è difficile da controllare tutto, ma l’impegno su questo fronte è massimo».
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