Lutto
«I farmacisti lasciati soli e senza protezioni adeguate»
PISTOIA
Martedì 17 marzo l’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Pistoia aveva acquistato una prima fornitura da 500 mascherine chirurgiche. Vista l’emergenza sanitaria prolungata e anzi accentuata, in questi giorni è arrivata anche una seconda fornitura di altre 500 mascherine, sempre acquistate dall’Ordine.
«Ci siamo dovuti attivare autonomamente per acquistare con fondi propri queste mascherine chirurgiche – dice il presidente dell’Ordine di Pistoia, dottor Andrea Giacomelli – di cui la Regione Toscana ha promosso la produzione, e di cui siamo venuti a conoscenza grazie al consigliere regionale Marco Niccolai. Ci siamo dovuti muovere purtroppo in modo autonomo perché gli enti preposti non ci hanno fornito alcun supporto o dispositivo per la protezione di tutti i farmacisti che ogni giorno assicurano professionalità, dedizione e competenza alla cittadinanza, ancora più necessaria in questo momento come presidio sanitario e come professione di primaria necessità in base al decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri».
Con il ridotto accesso agli studi medici ed alle strutture sanitarie, il farmacista è rimasto l’avamposto sanitario più prossimo ed accessibile, cui si rivolgono cittadini sani e malati: la farmacia è diventata anche il luogo dove chiedere molti consigli.
«Siamo esposti a contatti numerosissimi e quindi il rischio personale di contagio è elevato – prosegue Giacomelli – Nonostante questo, ci siamo dovuti attrezzare autonomamente per cercare di tutelare non solo la nostra salute, ma anche quella delle cittadinanza: se il personale di una farmacia, magari rurale, dovesse ammalarsi, si dovrebbe chiudere la farmacia, con gravi conseguenze per la popolazione. Con le ultime novità introdotte, è il caso della ricetta spedita direttamente dal medico via messaggio al paziente, “Nre via sms”, avviato dalla Regione, ci è stato chiesto di provvedere direttamente noi alla stampa della ricetta dematerializzata, i cui codici il medico invia sul cellulare del paziente. Lo stiamo facendo per spirito di servizio, ma anche questo aumenta il tempo di permanenza dei pazienti in farmacia, quindi il rischio di contagi».
Ma il momento molto difficile non termina qui. «Anche la Asl ha scaricato sulle nostre spalle gli adempimenti relativi al rinnovo delle schede dei presidi medici, aumentando il lavoro per noi e un maggiore ricorso e permanenza nelle farmacie – conclude il presidente Giacomelli – Per tutti questi motivi devo ringraziare i quasi 500 addetti, fra personale laureato e non, che continuano a svolgere la propria attività con grande professionalità e spirito di servizio, nonostante siano costretti a dover operare con un carico di lavoro professionale e burocratico in aumento. Per questo, dopo le 1000 mascherine già acquistate, ribadisco a nome di tutti i farmacisti pistoiesi che le autorità preposte non possono lasciarci in prima linea, senza dotarci dei dispositivi e del supporto necessario che ci permetta di svolgere la nostra azione in completa sicurezza». –
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