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Pistoia

Pistoia comune più colpito: tre volte la media regionale

Matteo leoni
Pistoia comune più colpito: tre volte la media regionale

L’incidenza è di 121 positivi ogni 100.000 abitanti, in Toscana ci si ferma a 46,6 Cause sconosciute, ora servono posti letto: giovedì si riapre il vecchio Ceppo  

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PISTOIA

È Pistoia il comune più colpito dal coronavirus a livello regionale in termini di rapporto tra numero di casi e popolazione, tanto da costringere i vertici della Asl Toscana Centro a correre ai ripari per trovare un numero di posti letto adeguato a fronteggiare l'emergenza. Nel capoluogo di provincia i dati parlano di 121 casi ogni 100.000 abitanti, con un'incidenza che è quasi il triplo di quella – 46,6 casi su 100.000 abitanti – registrata nel resto del territorio regionale.

Va meglio se si considera il dato di tutta la provincia, che resta però peggiore della media toscana. Dati aggiornati al 22 marzo scorso: complessivamente nel Pistoiese si sono registrati 215 casi su una popolazione di oltre 292.000 abitanti, che significa circa 73 casi ogni 100.000 persone. Verrà il tempo per comprendere le cause della violenta diffusione di casi che ha colpito Pistoia. Per adesso la priorità dei sanitari è quella di poter assicurare a tutti un'assistenza adeguata. Questo lo scopo della riunione che ieri mattina si è tenuta all’ospedale San Jacopo tra i vertici dell'ospedale e quelli della Asl. Tra i presenti anche il direttore del dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria centro, Renzo Berti. Obiettivo dell'incontro, spiega Berti, quello di «ottimizzare la gestione dei posti letto ospedalieri alla luce della forte pressione determinata da questa casistica». Tra le soluzioni prospettate, afferma sempre il direttore del dipartimento di prevenzione, «la dimissione dei pazienti clinicamente guariti ma ancora positivi, che hanno problemi a rientrare a casa perché conviventi con altre persone».

«Su questo terreno - precisa - ci sono due percorsi da seguire: uno è quello della convenzione alberghiera». Al riguardo la Asl sta stringendo accordi con alcune strutture.

L'altro percorso è quello dedicato a chi non è ancora completamente guarito ma non ha più necessità di stare in ospedale perché ha sintomi lievi e ormai in fase di risoluzione. Queste persone potrebbero trovare posto nel vecchio ospedale cittadino. «Per chi ha un'esigenza assistenziale molto blanda - afferma Berti - si pensa a spazi per l'assistenza a basso profilo, a Pistoia c'è un lavoro che dovrebbe essere a punto giovedì con l'apertura di spazi presso il vecchio ospedale, dove sono state individuate una ventina di camere».

Alcuni pazienti inoltre, afferma sempre Berti, potrebbero essere trasferiti all'ospedale di Prato, dove la pressione dei malati, in particolare di quelli ricoverati nella terapia intensiva, è al momento più bassa. Resta fuori al momento, ma con ruolo non meno strategico l'ospedale di Pescia: classificato come “no-Covid”, avrà il compito di farsi carico dei ricoveri dei pazienti affetti da altre patologie. —

Matteo leoni

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