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Dalla ditta aiuti al lavoratore con un braccio amputato

A.G.
Dalla ditta aiuti al lavoratore con un braccio amputato

Parla il titolare della Ecofibre: «Siamo tutti sconvolti per l’incidente in azienda, abbiamo dato un contributo alla famiglia. Troppo stress per questi ragazzi»

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«L’azienda è chiusa. Troppo grande, per tutti noi, è stato lo sgomento per quanto è successo ieri (mercoledì, ndr). Sono in contatto con la famiglia e con lo stesso Maurizio, che ieri, dall’ospedale, mi ha chiamato quasi scusandosi lui per quanto gli era successo. Mi è venuto un nodo alla gola».

Chi parla è Ezio Villani, titolare assieme al figlio Federico dell’azienda “Ecofibre” di Montale. Maurizio, invece, è Maurizio Vannucci, l’operaio montalese di 57 anni che mercoledì ha perso la mano e la parte finale del braccio sinistro nell’ingranaggio di un macchinario, una sfilacciatrice. L’arto gli è stato amputato sotto il gomito.

Elio Villani è alla guida di un’azienda che produce tessuto non tessuto che viene utilizzato prevalentemente sotto l’asfalto delle strade. La “Ecofibre” lavora all’estero con una quindicina di Paesi e ha 27 dipendenti. «Li conosco tutti, uno per uno – dice il titolare – e naturalmente conosco bene Maurizio. Un ragazzo d’oro, un operaio esperto. Noi in azienda mettiamo la sicurezza delle persone sopra ogni cosa, abbiamo tutte le certificazioni richieste. Siamo straziati per questo incidente. Speriamo davvero tanto che si possa riprendere il prima possibile, che possa avere le cure necessarie. Io e mio figlio abbiamo anche deciso di devolvere 10.000 euro alla famiglia per le prime necessità sanitarie. Ma tutti i colleghi sono affranti, come noi. Ed è anche per questo che abbiamo deciso la chiusura momentanea».

Ed è possibile che possa essere stata un’eccessiva confidenza col macchinario che stava utilizzando, oppure un attimo di distrazione, a provocare il drammatico incidente alla “Ecofibre”, che si trova nella zona industriale di Stazione, in via Paoletti. Come detto, l’operaio stava lavorando al macchinario che serve per sfilacciare le fibre sintetiche che vengono poi utilizzate per produrre i grandi rotoli di tessuto non tessuto. Ad un certo punto i rulli della sfilacciatrice gli hanno agguantato una manica trascinandogli il braccio nella morsa del macchinario. I primi ad intervenire sono stati i colleghi, richiamati dalle sue urla. Dato l’allarme al 118, la centrale operativa di Pistoia ha inviato l’automedica e un’ambulanza della Misericordia di Agliana, oltre a chiedere l’immediato intervento dei vigili del fuoco. Poi Vannucci è stato trasportato in ambulanza fino all’elicottero Pegaso 1, atterrato nei pressi dell’azienda tessile, che lo ha portato a Careggi.

Ezio Villani ci saluta con una riflessione. «Hanno consentito alle aziende di continuare a lavorare in questo periodo di grande apprensione per il coronavirus, ma secondo me era giusto farlo solo per chi produce generi di prima necessità. Questi ragazzi hanno lavorato tutta la settimana, poi il sabato e la domenica sono rimasti rinchiusi in casa. Non hanno avuto modo di riposarsi bene e hanno accumulato stress. Io avevo già che chi non se la sentiva di tornare a lavorare poteva stare a casa. Però hanno tutti scelto di venire in fabbrica. Ma sono troppo stressati». —

A.G.

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