Gioco
Avis, le donazioni sono in aumento «Ma le attrezzature non bastano»
Il presidente Igli Zannerini: in questo momento il nostro intento è dare una mano alle regioni del Nord
PISTOIA
«Grande cuore da parte dei pistoiesi, ma soffriamo per la carenza di spazi e attrezzature per la donazione del plasma». È l'istantanea scattata dal presidente dell'Avis di Pistoia, Igli Zannerini, in questo periodo segnato dall'emergenza coronavirus. Sono tante le persone che contattano l'Associazione volontari italiani sangue del comune capoluogo, tant'è che i posti disponibili nel mese di marzo sono già esauriti e, a seconda del tipo di donazione, le liste sono piene fino alla fine della prima settimana di aprile, se non addirittura a maggio. A fronte di una grande disponibilità a donare da parte dei cittadini, dunque, le strutture a disposizione dell'Avis non riescono a raccogliere quanto si potrebbe.
«La risposta agli appelli - spiega Zannerini - è stata enorme. La raccolta sta andando bene, ma chi vuole donare il plasma deve prenotarsi e aspettare. Per quanto riguarda il plasma, infatti, questa città ha postazioni in grado di accogliere solamente 9 persone al giorno. Sono sicuramente poche se confrontate a quelle di altre realtà toscane: l'ospedale delle Apuane è in grado di raccogliere donazioni di plasma da 19 persone ogni giorno, Livorno da 20, Pontedera da 19, Viareggio da 28, Prato da 14. Di fronte a questi numeri, le possibilità di Pistoia sono chiaramente troppo limitate, anche in considerazione del grande numero di cittadini che stanno chiedendo di donare».
A Pistoia l'Avis è adesso in grado di accogliere quotidianamente nella propria sede dell'ex ospedale del Ceppo circa 30 persone, tra donatori di plasma (9), candidati donatori e donatori di sangue.
«C'è bisogno di potenziare spazi e strutture a nostra disposizione – sottolinea Zannerini – Rispetto ad altre città abbiano una grande richiesta da parte di chi vuole donare, ma non abbiamo posto sufficiente. Il rischio è che potendo dare appuntamenti troppo in là nel tempo, chi si è prenotato poi non possa venire».
Quella della mancanza di spazi e strutture per la donazione del plasma, chiarisce il presidente dell'Avis comunale di Pistoia, è una questione ormai sul tavolo da tempo.
«Siamo rimasti al Ceppo e quello di Pistoia è l'unico centro trasfusionale rimasto fuori quando sono stati costruiti i nuovi ospedali. Credo che questo rappresenti un errore di fondo nel progetto del San Jacopo».
Ed è proprio in questo periodo di emergenza per il diffondersi dell'epidemia di Covid-19 che in molti si stanno facendo avanti per donare.
«Le persone – osserva Zannerini – in questa fase sono più sensibili, sono spesso più libere da impegni di lavoro. Da noi c'è stato sia un aumento delle disponibilità a donare, mentre le regioni che adesso sono maggiormente colpite dall'emergenza coronavirus come la Lombardia, il Veneto e l'Emilia Romagna stanno, per ovvie ragioni, raccogliendo meno. Il nostro intento è proprio quello di dare una mano a queste regioni». —
Tommaso Artioli
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