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Non si fermano mensa ed emporio della solidarietà

Elisa pacini
Non si fermano mensa ed emporio della solidarietà

Marcello Suppressa, direttore della Caritas: «Vietato abbassare la guardia» Pranzo e cena da asporto vengono consegnati alle persone in attesa fuori

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L’accoglienza non si ferma. Ai tempi dell’emergenza Coronavirus, cambia forma, modifica orari e modalità dei servizi, ma non chiude. Come per chi lavora negli ospedali, anche per chi si occupa di contrasto della marginalità ed è abituato a stare in trincea, non è concepibile «abbassare la guardia», come dice Marcello Suppressa della Caritas Diocesana. «Chiudere significherebbe aggiungere all’emergenza sanitaria, un’emergenza sociale» gli fa eco la dottoressa Elisabetta Pini, del Gruppo Incontro, che gestisce l’Albergo Popolare del Comune di Pistoia.

Pasti da asporto sia per pranzo che per cena, pacchi alimentari già preparati, lavaggio obbligatorio delle mani all’entrata del dormitorio: così l’accoglienza va avanti. Non potrebbe essere altrimenti visto che i numeri della Pistoia degli “invisibili” sono importanti. E sono proprio i più deboli spesso ad avere meno mezzi per contrastare le emergenze. Ribadendo, dice la Diocesi, «l’attenzione a non trascurare i nuovi bisognosi e anche chi viveva gia situazioni di difficoltà e vede peggiorare la propria condizione».

TAKE AWAY “DON SIRO”.

«Abbiamo mantenuto solo i servizi cosiddetti essenziali» dice Suppressa. Tra questi c’è naturalmente la Mensa “Don Siro Butelli”, che di media elargisce un centinaio di pasti al giorno. «Siamo aperti tutti i giorni, festivi compresi, ma solo dalle 11,30 alle 12,30. Prepariamo i pasti, sia pranzo che cena, da asporto e li consegnamo alle persone che aspettano fuori, rispettando le distanze di sicurezza».

Ne risente la socialità della Mensa che, oltre al vitto, grazie al lavoro della Caritas è diventata negli anni un punto di condivisione ed aggregazione. Ma la somministrazione dei pasti è assicurata. Aperto anche l’Hospitium “Mansueto Bianchi”, il dormitorio che ospita 15 uomini.

ASCOLTO ed emporio.

Il centro d’ascolto diocesano sarà chiuso. Sarà garantita una reperibilità al telefono il martedì e il giovedì (ore 9,30-12,30) allo 0573 768685. Il centro Mimmo per la distribuzione del vestiario è chiuso fino a data da destinarsi. Se il reperimento di vestiti sarà emergenziale, dice la Caritas, ci penseranno gli operatori, mentre i volontari rimangono a casa. Aperto invece con i consueti orari, l’Emporio della Solidarietà di Sant’Agostino (lunedì e giovedi dalle 15 alle 17, il mercoledì e i primi due martedì del mese dalle 10 alle 12). Ma l’operatore fornirà ad ogni persona un pacco già pronto.

DORMITORIO PIENO.

«In accordo con il Comune, abbiamo deciso che all’entrata le persone devono lavarsi le mani– dice Elisabetta Pini del Gruppo Incontro – i nostri operatori, tutti dotati di mascherina e guanti, devono avvisare la guardia medica in caso di sintomi febbrili».

Di ulteriori norme per monitorare nuovi ingressi non c’è stato bisogno perché, spiega, «le strutture sono piene e tali rimangono. Ci sono 16 persone nell’albergo popolare tra uomini e donne e 14 uomini in quella dell’emergenza freddo”. Sperando che nessun’altro bussi alla porta, perché si capisce che in tempi di distanze da rispettare, sarebbe impossibile mettere una brandina in corridoio. —

Elisa pacini

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