Gioco
I medici: «Ci mancano le mascherine con filtro»
Timori e proteste anche all’ospedale San Jacopo, il presidente dell’Ordine «Personale ospedaliero registra carenze nei reparti con pazienti non contagiati»
PISTOIA
“Candy candy” sono quelle della Regione Toscana, “panno swiffer” quelle della Protezione Civile. Sono le mascherine, ironicamente chiamate così da alcuni medici, mascherine che circolano nell’ospedale San Jacopo di Pistoia (ma praticamente in quasi tutta la Toscana) soprattutto nei reparti in cui ci sono pazienti “non Covid-19”, cioè quelli ricoverati non per coronavirus, ma che potrebbero essere infetti. Mascherine che non proteggerebbero medici, infermieri ed operatori sanitari, alcuni dei quali si sono rivolti nuovamente al “Tirreno” per lanciare un grido di aiuto (ovviamente in anonimato).
«Questi due tipi di mascherine circolano a Pistoia e in molti altri ospedali della Toscana – spiegano alcuni medici –: il “panno swiffer” è quella con i buchi per le orecchie, le “candy candy” sono quelle bordate validate dalla Regione Toscana, con orlo e un elastico da infilare dietro le orecchie. Quale sia la capacità di questi tessuti di non far passare il virus non lo sappiamo. La Regione dice che il virus non passa, ma il problema principale è che la mascherina non aderisce al viso, a differenza di quelle chirurgiche che si sigillano sul volto. Anche queste non offrono la stessa protezione di quelle filtro (ffp2e ffp3), però in un reparto in cui si spera di fare assistenza ad un paziente non Covid-19, se la mascherina la indossano sia paziente che medico, probabilmente c’è una grossa possibilità di arginare qualunque contagio».
«Il tessuto delle mascherine poi non è impermeabile e queste si bagnano – continuano i medici –, dopo pochissimo che vengono indossate le mascherine sono intrise di saliva».
Le corde si tendono ancora di più dopo che il presidente della Regione Toscana redarguisce chi, secondo lui, è in vena di polemiche. «Non sono certo il meglio – scrive Rossi sul proprio profilo Facebook riferendosi alle mascherine – ma sono meglio che niente e sono utilizzabili. Abbiamo da risolvere molti problemi e non da perdere tempo in litigi».
La situazione estremamente difficile in cui versa il personale sanitario è confermata di nuovo dal presidente dell’Ordine dei medici di Pistoia, Beppino Montalti.
«Le mascherine ffp2 e ffp3 (quelle con filtro) non sono ancora disponibili per i medici di famiglia che si sono ingegnati con mascherine chirurgiche – spiega – Anche il personale ospedaliero sta registrando queste carenze, soprattutto nei reparti dove vengono assistite persone che non hanno contratto il Covid-19. Come Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri della Toscana abbiamo fatto un altro appello: la Regione Toscana doti il personale medico dei dispositivi di sicurezza e predisponga nuovi posti per le terapie intensive». –
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