Sicurezza
A rischio la chiamata attesa da 150 stagionali
il caso
L’hanno licenziata da un giorno all’altro. Insieme a lei, altri sei dipendenti di un bar della Valdinievole dove lavorano venti persone. Sulla carta, “per motivi di riorganizzazione aziendale”. Anziché ricorrere ad ammortizzatori sociali, l’azienda in questione avrebbe deciso di mandare a casa alcuni dipendenti alla fine di febbraio, quando ancora il bandone non era stato abbassato per l’emergenza coronavirus: a occuparsi della vertenza è la Filcams Cgil che ha ricevuto almeno una trentina di richieste di Fis (fondo d’integrazione salariale), l’indennità prevista per la sospensione del lavoro in situazioni di emergenza. Storie di lavoratori e lavoratrici che pagano il prezzo più alto dell’emergenza del coronavirus. Che non è solo sanitaria, ma anche economica.
«Le richieste sono in aumento, da parte di negozi di abbigliamento, bar, ristoranti, hotel – fa sapere Davide Chiappinelli della Filcams – La situazione nel commercio è drammatica».
In queste condizioni, difficile pensare a quando potrà ripartire la stagione legata al turismo termale. Camerieri, receptionist, cuochi, addetti alle pulizie, portieri: rischiano tutte le professionalità legate alla stagionalità del comparto. Si parla di almeno 150 persone nell’area valdinievolina, 70 impiegate nel termale a Montecatini. «Lavoratori in disoccupazione, per i quali la stagione si era già accorciata negli ultimi anni – aggiunge Chiappinelli che è anche responsabile del Nidil (il sindacato dei precari) – Difficile pensare che possa riprendere a maggio». –
M. l.
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