Toscana
Oggi lo stabilimento Hitachi Rail rimane chiuso per la sanificazione
La Fim: le direttive anti Covid-19 messe subito in atto, ma ai lavoratori serve maggiore sicurezza
Pistoia. Una giornata di chiusura, quest’oggi, per lo stabilimento pistoiese di Hitachi Rail Italy. L’obiettivo è consentire la sanificazione degli ambienti, la riorganizzare delle lavorazioni a rischio e la tutela della salute dei lavoratori, con la messa in campo di tutte le misure di contrasto alla diffusione del coronavirus.
È questo l’accordo individuato tra i vertici dell’azienda e le organizzazioni sindacali a livello nazionale (insieme a quello di Pistoia rimarranno chiusi anche gli stabilimenti Hitachi Rail di Napoli e Reggio Calabria, così come gli stabilimenti Sts), che arriva dopo la firma del protocollo condiviso dalla presidenza del Consiglio e i ministeri di Economia, Lavoro, Sviluppo economico e Salute con le parti sociali e Confindustria, sabato 14. Un provvedimento che a Pistoia, come in molte altre fabbriche italiane, giunge dopo le proteste avanzate dai lavoratori per la paura dei contagi da Covid-19 e lo sciopero proclamato da Fim, Fiom e Uglm, in via Ciliegiole, nella giornata di giovedì, per un’intera settimana. Sciopero che venerdì 13 aveva raccolto l’85% delle adesioni all’interno della fabbrica.
Così, per l’intera giornata di oggi, la fabbrica rimarrà chiusa per consentire le operazioni di sanificazione e permettere un rientro a lavoro sicuro per le persone. In contemporanea, le organizzazioni sindacali e le Rsu di Fim, Fiom e Uglm incontreranno i vertici aziendali con la richiesta di prolungare la chiusura della stabilimento pistoiese al fine di garantire una sanificazione totale che, probabilmente, in una sola giornata – è questo il timore dei sindacati – non può essere garantita.
Ma non solo sanificazione. I sindacati chiedono all’azienda anche attività di formazione ed educazione rivolta ai lavoratori, per spiegare loro i comportamenti corretti da tenere all’interno dello stabilimento e le precauzioni per contrastare la diffusione del virus. Da venerdì scorso molti dei dipendenti impiegati negli uffici dello stabilimento hanno cominciato a lavorare con la modalità “smart working”, ovvero da casa. Mentre, già dai giorni precedenti, gli operai impiegati nella produzione erano stati muniti dei Dispositivi di protezione individuale (Dpi). Una procedura, però, non ritenuta sufficiente dai sindacati, che hanno poi proclamato lo sciopero. Quattro le attività della produzione all’interno dello stabilimento ritenute particolarmente a rischio: il settore allestimento, il settore testing, la carpenteria e il magazzino arrivi. Ambiente, quest’ultimo, dove i lavoratori – seppur muniti di Dpi – entrano in contatto con altri lavoratori e mezzi provenienti in larga parte dal nord Italia. La zona dove il coronavirus ha colpito di più.
«Le direttive aziendali per il contrasto al Covid-19 – dice Jury Citera, Fim-Cisl Toscana Nord e Rsu Fim-Cisl Hitachi Rail – sono state messe in campo da subito. Ma i lavoratori hanno bisogno di rassicurazioni e maggiore sicurezza». –
Valentina Vettori
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
