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Pistoia

carabinieri 

Blitz nello studio dentistico: i Nas denunciano otto persone

M.D.
Un controllo dei carabinieri dei Nas in uno studio dentistico (foto di archivio)
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Un controllo dei carabinieri dei Nas in uno studio dentistico (foto di archivio)

Pistoia, accusati di concorso in esercizio abusivo delle professione tre medici odontoiatri insieme a due odontotecnici e tre assistenti alla poltrona a cui delegavano funzioni

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pistoia. Tre medici odontoiatri pistoiesi, che lavorano in uno studio dentistico cittadino, sono stati denunciati a piede libero dai carabinieri del Nas per concorso nell’esercizio abusivo della professione. Per lo stesso reato sono stati denunciati anche due odontotecnici e tre assistenti alla poltrona. . Nei giorni scorsi – prima del decreto del governo che ha limitato alcune attività per rallentare il diffondersi del coronavirus –, i militari del Nucleo antisofisticazioni e sanità di Firenze, nell’ambito dell’attività investigativa portata avanti nella nostra provincia e finalizzata al contrasto dell’abusivismo, hanno scoperto che i tre medici (tutti residenti a Pistoia) permettevano ai loro collaboratori, sprovvisti dell’obbligatorio titolo abilitativo, di esercitare quella che in pratica è la professione di odontoiatra. Sono infatti riusciti ad accertare che erano soliti delegare ai due odontotecnici e ai tre assistenti alcune operazioni che invece avrebbero dovuto eseguire in prima persona nelle procedure di trattamento e della cura delle patologie del cavo orale.

Come, ad esempio, il controllo degli impianti dentali mediante l’avvitatura delle viti in titanio che vanno a sostituire le radici dei denti; il prelievo e la modifica delle impronte dentali; il controllo degli apparati ortodontici con la rimozione del filo ortodontico; gli esami radiografici.

I carabinieri del Nas hanno inoltre rilevato, durante il loro sopralluogo all’interno dello studio, una carenza nei processi di sterilizzazione della ferristica odontoiatrica, di strumenti, per intendersi, come frese, specilli, manipoli, pinze, turbine e specchietti. Carenza che costituisce, in base alla segnalazione inviata all’autorità giudiziaria, un reale pericolo di trasmissione di infezioni batteriche fra i vari pazienti.

Adesso, dal punto di vista penale, coloro che rischiano di più sono i tre medici odontoiatri. L’articolo 348 del codice penale, infatti, prevede le pene maggiori proprio per il professionista che ha determinato altri a commettere il reato “ovvero ha diretto l’attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo”. Per loro la pena prevista è quella della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 15.000 a 75.000 euro. Invece, “chiunque abusivamente esercita una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 10.000 a 50.000. euro. L’eventuale condanna comporterebbe inoltre la confisca degli strumenti e delle attrezzature servite o destinate a commettere il reato. —

M.D.

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