Il Tirreno

Pistoia

il lutto 

«Un’anima buona» La Ferruccia piange la vittima del virus

Tommaso Artioli Fabio Calamati
«Un’anima buona» La Ferruccia piange la vittima del virus

Baldino Baldi, 71 anni, primo pistoiese ucciso dall’epidemia Pensionato, dopo una vita di lavoro, qui lo conoscevano tutti 

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AGLIANA. Con cortesia, ma anche con fermezza, i familiari di Baldino Baldi spiegano di non avere nulla da dire. Nella grande corte interna accanto al laboratorio che per anni ha accolto la filatura di famiglia, regna il silenzio. In quest’angolo della piana pistoiese, dove le ultime case di Ferruccia si alternano a piccole imprese e vivai, da due giorni è come calata una cappa.

Baldino Baldi, pensionato, 71 anni, vedovo, artigiano tessile, una vita dedicata al lavoro, conosciutissimo a Ferruccia, è dall’altro ieri pomeriggio la prima vittima pistoiese del coronavirus. Nessuna fonte ufficiale ha fornito le sue generalità, ma la voce ha fatto presto a crescere e a trovare conferme. E ora il volto dell’uomo che ci chiede di lasciare in pace la famiglia è più eloquente di qualunque comunicato. Ricoverato domenica in terapia intensiva all’ospedale San Jacopo, in gravi condizioni, è morto dopo quattro giorni. Come capita a tanti anziani, aveva già dei problemi di salute, ai quali si è sommato l’effetto del virus.

A poche decine di metri da quella che era la casa di Baldino Baldi, la vita della Ferruccia va avanti nel clima surreale in cui è immersa praticamente tutta Italia. Davanti al panificio più importante della zona c’è una decina di persone in attesa di entrare ad acquistare. Una parte stanno su un marciapiede, una parte sull’altro. Rigorosamente distanziati tra loro e quasi tutti con la mascherina davanti alla bocca e al naso.

Qualcuno cerca di parlare del più e del meno, ma inevitabilmente le conversazioni tornano a ricadere sull’emergenza virus. «Il signor Baldi? Sì, lo conoscevo di vista. Sapevo che stava male, mi dispiace veramente, era una brava persona», commenta una signora in tuta, con il sacchetto di pane in mano.

Per il resto, in strada non si trovano molte persone. In linea di massima si cerca di obbedire al divieto di lasciare la propria residenza. Per non rischiare, anche l’edicola, che pure potrebbe rimanere aperta, ha deciso di abbassare il bandone, con tante scuse ai clienti. Il tabaccaio, invece, resiste con il negozio aperto. Anche lui ha saputo della morte di Baldino Baldi, anche lui, che non è di qui ma di Pistoia, lo conosceva. «Veniva ogni mese a farsi ricaricare il cellulare». Un pensionato, come tanti, una brava persona. Lo dicono tutti.

«Per me Baldino era un amico – ricorda commosso Maurizio Ciottoli, assessore ai lavori pubblici del Comune – L'ho visto al bar dieci giorni fa e tutte le volte che ci incontravamo mi prendeva in giro per la politica. Ci siamo sempre frequentati, anche se lui aveva 13 anni più di me. Aveva fatto il tessitore: la sua è una famiglia apprezzata e di lavoratori. Baldino era un'anima buona, una grande persona»

Un altro dei pochi negozi aperti alla Ferruccia è la farmacia. Di proprietà della Farcom, l’azienda pubblica controllata dal Comune di Pistoia, questa di via Carlo Levi è la Farmacia comunale numero 6. Anche qui Baldino Baldi lo conoscevano, eccome. «Una settimana fa ho consegnato dei medicinali, sia a lui che ad altri malati che abbiamo qui», spiega la direttrice. E prosegue: «Quello che veramente mi fa rabbia è che nessun’autorità ci informa. Della morte del signor Baldi l’ho saputo dalle chiacchiere di paese. Ma un presidio come il nostro potrebbe essere considerato di più, avere un ruolo più importante. Siamo dottori anche noi. E abbiamo il segreto professionale. Di certo non saremmo andati in giro a ri velare nulla. È incredibile che non veniamo coinvolti». —

Tommaso Artioli

Fabio Calamati

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