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Famiglia sfrattata nel mirino dei vandali: rotto il vetro dell’auto
PISTOIA. Sembra che debba per forza piovere sul bagnato per la famiglia Basile, già colpita dallo sfratto firmato dal parroco della chiesa di San Martino di Iano, piccolo paese sulle colline pistoiesi. Venerdì pomeriggio i coniugi Ivo Basile ed Ina Aiello, che abitano da anni con i due figli nella canonica della chiesetta, hanno avuto una spiacevole sorpresa: il vetro posteriore della loro auto è stato ridotto in frantumi.
«Eravamo in casa, non ci siamo accorti di nulla – racconta Ina – Quando abbiamo aperto il portone ci siamo trovati davanti il vetro rotto dell’auto, parcheggiata proprio qui nella piazzola davanti alla chiesa. Siamo veramente arrabbiati ed anche giù di morale. Perché c’è tutta questa cattiveria nei nostri confronti?».
Non è la prima volta che la famiglia si trova a combattere contro questa forma di vigliaccheria. Già in passato, in due occasioni, il vetro della loro auto era stato infranto. «Una volta puoi pensare che sia un caso, poi cominci a riflettere. Alcune persone del paese un po’ di tempo fa ci hanno urlato contro che dovevamo andarcene. Ma dove dovremmo andare? Quale fastidio diamo loro se rimaniamo qui?».
La famiglia Basile vive in quella canonica da quasi trent’anni, da quando l’allora vescovo di Pistoia Simone Scatizzi aprì loro la porta. I figli erano piccoli, Ivo aveva un lavoro. Poi la situazione cominciò a precipitare nel 2005, quando l’uomo si ritrovò disoccupato e non riuscì più a pagare l’affitto. Ma il parroco di quei tempi, don Giacomelli, disse loro che potevano continuare a rimanere lì in cambio di piccoli lavoretti, come pulire il giardino della canonica, aprire la chiesa, fare catechismo.
Due anni fa, però, la situazione cambiò repentinamente, fino allo sfratto per morosità e alla richiesta di 5mila euro di arretrati.
Il 18 maggio prossimo ci sarà l’udienza per la convalida dello sfratto. Una vicenda complessa e delicata, che ha coinvolto anche il Comune di Pistoia per mezzo della vicesindaco Anna Maria Celesti che segue la situazione. «Non ce la facciamo più ad andare avanti in questo modo – conclude Ina – Mio marito non ha un lavoro. Ci appelliamo affinché qualcuno ci aiuti, magari dandoci una casa in cui vivere, senza paura di ritrovarci coinvolti in qualcosa di ben più grave di un vetro rotto». —
Alessandra Tuci
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